diario VII: Pekino Manciuria Korea parte 2 

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 Pekino Manciuria Korea  pag 65 

Tientsin  20 - VI - 23

 

Alle 8,25 lascio Pekino col treno e per una campagna con frumento, col fenomeno del miraggio per gran calore arrivo alle 11,20 a Tien tsin. Impressione cattiva. Città all’europea con ciminiere di stabilimenti, gran traffico botti di mercanzie. Canali e laghetti e capanne e magazzini. Il centro città settlement Francese e Inglese, bella via pavimentata asfalto bei palazzi tutto stile nord europea coi negozi e banchi e vetrine lussuose. Il Pei Ho ha bei ponti in ferro, legname, chiatte e giunche e piroscafi che arrivano fino alla concessione russa è grosso alla tedesca (Qui è ancorata la nostra cannoniera E.Caboto --- elettrici). Passo dal ponte e la striscia di concessione Russa e asia nella concessione Italiana. Municipio stile fiorentino, consolato e casette proprie. Bella via --- con cupolette- svolto – c’è una piazza …. Una bella fontana monumento con la vittoria alata di --- dedicata ai 4 primi esploratori della Cina.

 

 

 

pag diario VII-0066

 Pekino Manciuria Korea pag 66 

Tientsin  20 - VI - 23

 

Marco Polo – 1254-1324 Odorico da Pordenone 1284-1331 – Gio. da Montecorvino 1247-1330 – Matteo Ricci 1552-1610. Nel club italiano ci sono molti bimbi in un bel giardino con aiuole, fiori e padiglioni. Conosco ufficiali della Caboto. è sig. Tremoli – e vari altri. Ma ho poco tempo. Abbiamo una nostra stazione di Polizia. Sono a pranzo dall’aviatore Gierli col console Gabrielli. Alle 11,55 riparto per Pei Tai Ho. Ricordo: (Il fatto dei briganti è avvenuto a Lincheng) (note orari)

 

 

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 Pekino Manciuria Korea pag 67 

Pei-Tai-Ho  21 - VI - 23

 

Alle 7,30 del mattino arrivo a Pei Tai Ho e mi dirigo alla villetta dei sig Combich situata in un poggetto in riva al mare dove questo fa un’insenatura sabbiosa tra due punte di scogli. Faccio un bagno. Al pomeriggio vado al colle del loto cavalcando un asinello. È bella la vista sul piano verde, nell’arco ampio del mare, su due fiumi che sboccano in mare, sulle dune di blocchi sassosi sul controluce verde –un villaggetto è lontano sulla montagna di Shan hai Kuang) dove appare appena la linea chiara della Mongolia. Belli i blocchi di pietra tra i cespugli dei colli e la pineta che si stende piena di ombra sul pendio dolce verso il mare. Una vela del mare va verso le foci del fiume, le rondini e le gazze stridono in aria. E la sera è molto dolce dopo il tramonto. A notte andiamo tra gli scogli a vedere il mare e la luna.

 

 

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 Pekino Manciuria Korea pag 68 

Pei-Tai-Ho  22 - VI - 23

 

Anche oggi un mare calmo e un cielo terso prendo il bagno passo una giornata di ozio completo carezzato dal vento marino, ascolto il frusciare delle onde contro la rena e penso alla mia spiaggia di Belluria dove andavo ogni anno con mia madre. /p>

 

 

 

 

 

 

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 Pekino Manciuria Korea pag 69 

Pei-Tai-Ho  23 - VI - 23

 

Altra giornata di riposo e di ozio – con vista di spiaggia. Alla sera vado sugli scogli a guardare la scia della luna mezza che dilaga sul mare. Non so se sogno o se è vero, ma un angelo mi pare mi stia accanto e sorride con gli occhi più impenetrabili del mare.

 

 

 

 

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 Pekino Manciuria Korea pag 70 

Pei-Tai-Ho  24 - VI - 23

 

Ultimo giorno di Pei Tai Ho . Bella giornata calda di bagni e preparativi di partenza e di un itinerario per il Giappone. La notte sto a lungo disteso su un grande scoglio piatto ad ascoltare il mare concitato mentre chiudo le palpebre sul bacio della luna. Il mare giallo mi ripete antiche leggende della Cina, dimenticate; ma parla un linguaggio che conosco.

 

 

 

 

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 Pekino Manciuria Korea pag 71 

Pei-Tai-Ho  25 - VI - 23

 

Ancora oggi proseguo la vita di spiaggia. Mi abbronzisco nel sole caldissimo. Nel pomeriggio il vento aumenta agitando il mare che romba, a sera infuria, ma si placa di notte, mentre le onde cullano ancora un mio sogno dolcissimo, ---, e si rendono silenti nel primo sonno. Ho salutato i miei ospiti gentili perché l’indomani parto per la Manciuria.

 

 

 

 

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 Pekino Manciuria Korea pag 72 

Verso Mukden  26 - VI - 23

 

Alle 5 mi alzo e parto da Pei Tai Ho Alle 6.15 per Mukden. Passa il profilo alberato della nave di Tsin huang tan[(g] e si avvicinano le montagne di Shan hai Kuong. Questa città appare con le mura merlate e le porte con le massicce costruzioni in un piano ondulato che va accentuando le onde verso le montagne dove si vede nel verde incupito di scogli e rocce affioranti correre il vasto muro della gran muraglia con qualche ridotto e lontano su tutte le vette una torre massiccia, guardia di vedetta. Quando il treno oltrepassa la città si domina la muraglia da presso, rovinata da qui al mare col terrapieno e poche pietre rimaste come pilastri. Mentre belle e pulite sono quelle della città.

 

 

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 Pekino Manciuria Korea pag 73 

Verso Mukden  26 - VI - 23

 

La montagna si allontana e si succedono i piani sterminati tutti arati a grandi curve a S col granturco e la melica novella, a varie altezze e toni di verde di grazioso aspetto nella terra bruna. Ci sono fognanti stagni di acqua alimentati dalle piogge – paeselli fiumi frequenti con più letti di sabbia che acqua. Poi si passano dei colli verso sera, quando appaiono i villaggi di --- --- --- e delle specie di piccole ciminiere elevate in ciascun cortile di casa, i tetti molto acuti e spioventi, di paglia. Si vedono contadini mancasi con le belle acconciature e cammei con la testa fasciata da uno sciarpone blu. Molti scuri nudi intenti ai lavori.

 

 

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 Pekino Manciuria Korea pag 74 

Verso Mukden  26 - VI - 23

 

Non manca qualche cittadina cintata da belle mura coi portali sopraelevati e pittoreschi. I salici invadono il piano, i letti dei fiumiciattoli, i fossi e i fianchi delle strade, costeggiano per lungo tratto la ferrovia e stormiscono sul vento della bufera che soffia e si abbatte al nord, rinfrescando l’aria. A sera verso M. il cielo si rasserena come se volesse prepararsi a lasciare il passo alla luna trionfante, ma con gli stagni su cui si curvano le erbe folte e le canne e su cui i salici scrollano le gocce di acqua raccolte testimoniano la passata bufera. Passiamo nel tramonto grigio le fini sabbie desertiche, con cespugli di salici del Lian-Lo e la poca corrente chiara.

 

 

pag diario VII-0075

 Pekino Manciuria Korea pag 75 

Verso Mukden  26 - VI - 23

 

Ho trovato in treno il colonnello Masturzio e la sua Signora che vanno fino a Mukden e conversiamo a lungo delle cose d’Italia e delle religioni di oriente finché viene la sera e arriviamo a Mukden passando per il sobborgo di …. pieno di ciminiere fumanti. Scendo all’Hotel Yamat[(] nella stazione stessa. La stazione è grande, ordinata, pulita, sotto l’occhio vigile del Giappone e dà un senso di benessere a chi arriva dalla Cina Caotica. Ho l’impressione che Mukden sarà presto giapponese, anche per il sangue di cui il Giappone ha irrorato il suo campo di battaglia nella guerra famosa.

 

 

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 Pekino Manciuria Korea pag 76 

Mukden  27 - VI - 23

 

Stazione movimento giapponesi cinesi tartari, siamesi messi in pittoreschi costumi – bianchi di Siberia capelli rossi zigomi larghi pronunciati. Visito città nuova, vie larghe negozi russi giapponesi e cinesi code di carta e ghirlande fuori dalle tende della battaglia – case alla giapponese e alla cinese. Stupa all’indiana con leoni scolpiti nella fascia di mattoni con stili del leoni veneto – casette con fiori carta a code. Vedo il parco coi bei padiglioni e gente caratteristica che ozia inatratti dalla fiera. Alle porte della città cinese mi fermo (a) vedere un tempietto crollante e le case curiose e le botteghe

 

 

pag diario VII-0077

 Pekino Manciuria Korea pag 77 

Mukden  27 - VI - 23

 

poi prendo la via campestre Nord cavalli siberiani e muli alti e forti che tirano carri. Piano vasto ondulato, tombe alberi acero uno stupa, una pagoda case isolate tetti tondi o spioventi – granturco ancora verde –(da quando son partito ho sempre visto il frumento maturare in vari mesi dai tropici a qui) fagioli --- e terra bruna appena seminato il prato con fiorelli gialli tutto il piano brulica sotto la carezza del vento. Lontano il bosco folto attorno al mausoleo – grilli, rondini. Entrata laterale per portale rosso a liste bianche con 2 bei medaglioni di porcellana a drago viale pavimentato che incrocia con quello centrale di mezzeria in una sala???di

 

 

pag diario VII-0078

 Pekino Manciuria Korea pag 78 

Mukden  27 - VI - 23

 

pini giganteschi e bel verde cupo a rami orizzontali con effetti di ombrelli. Esco sulla facciata a 2 colonne alate col drago – un portale bianco tra i cespugli e le erbe che escono dalle connessioni delle pietre – le acacie e i salici – ed erbe selvagge, ciliegi – scarpata con 2 padiglioncini a casa e portale rosso. Cortile via sacra con animali simbolici e 4 colonne alate --- bei pini spioventi – un padiglione centrale con tavola pietra incisa e infine le mura crivellate della tomba su cui domina una pagoda a più piani e ai lati 2 padiglioni a tetto giallo scuro lucente sormontato dalle sfere e punte. Dentro i padiglioni con pietre iscritte altri padiglioni nel gran cortile chiuso da mura e poi il tempio con gradinate e draghi sulla scarpata di pietra grigia. Dietro un portale e cancello legno con 2 colonne a leoni draghi – e per un altare di pietra con i 5 salite candelabri e vasi

 

 

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 Pekino Manciuria Korea pag 79 

Mukden  27 - VI - 23

 

e dietro la torre con la pietra col nome dell’imperatore e le iscrizioni e infine nel recinto di mura a semicerchi il tumulo enorme semisferico di terra battuta sormontato da alberelli stormenti e infine nel fossato poco sotto al muretto canneto. Si cammina sulla somma delle grate si domina il bosco di pini dietro di alberi selvaggi con vischio parassita stormenti contro un colle breve. Falchi uccelli che cinguettano – voci umane nel folto. Nel pomeriggio visito la città mancese osservando le ornamentazioni barocche e curiose fuori dalle botteghe con finti fogliami a speroni cilindri a rosso e oro con code carta draghi e aste lanciate verso le strade interne mensole e tavolette – pile finte di denaro con la moneta in grandi fiori dei cambiavalute.

 

 

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 Pekino Manciuria Korea pag 80 

Mukden  27 - VI - 23

 

Belle i negozi con vasi d’argento lucidi e dipinti, statuette argento, oggettini braccialetti, budda cervi cicogne donne e cicogne sotto campanule vetro idoli vari, ornamenti spille orecchini gazzelle vasetti velieri pianticelle imitate piatti e piattini esposti in ampie vetrine. Poi le esposizioni di oggetti artistici in ottone (bronzo), piatti, gong, cotolette vasetti bracieri incensieri interi ornamenti per acconciature capelli, teiere pipe ad acqua – idoli, piatti rame lucenti e vasi. In mezzo qualche cloisonné vecchio – cuccuma da tè il tutto lucente assembrato ordinato e invitante dietro i vetri tersi. Altri negozi di sete e stoffe, scarpine oggetti per ornamenti spille ecc. di vetro ottone, argento e porcella(na) spille a insetti pendenti o con la capocchia simil-giada o turchesi o lapislazzuli.

 

 

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 Pekino Manciuria Korea pag 81 

Mukden  27 - VI - 23

 

Negozi di pakfond, vasi e scatole. Negozi di porcellane di ogni tipo negozi di stoffe e mercanzie giapponese. In una via lavorano il rame e l’ottone per tutti i lavori e si ode un martellare sonoro mentre le lastre si stendono lucide sotto i martelli curvi contundenti. Qualcuno lavora al cesello e pazientemente allo stampo o forgiando o bulinando gli oggettini di argento o di metallo meno nobile. In altre botteghe disegnano e pitturano con i vasi e i pennelli disposti intorno. Vi sono meccanici che ai loro tavoli correggono o aggiustano meccanismi di orologio o vari. Botteghe di scatole, secchielli e sgabelli di legno laccato in rosso a fiori gialli e verdi. Lavori in lacca con motivo il fiore di fragola. Davanti a una bottega vi son tante tavolette e nappe e mensoline e code e ornamenti da far parer vuoto l’interno.

 

 

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 Pekino Manciuria Korea pag 82 

Mukden  27 - VI - 23

 

La porta della città (la principale) è sormontata da una torre a 3 tetti carini dentro le mura centrali, merlate non molto vaste vi son due torri campane a tamburo carine e piccole. Giro intorno ai palazzi imperiali e alla torre fenice senza poter entrare, mi pare però che non vi siano motivi nuovi da quanto ho visto a Pekino o altrove. L’aspetto della città è diverso dalle città cinesi, vi soffia un’aria di Siberia e di Mongolia. Vedo il brutto monumento elevato dopo la guerra Russo-giapponese ai morti del giappone, con un gran proiettile al sommo. Rientro a sera tarda lascio Mukden col diretto delle 24.10 (o 21.10) per Seoul (Corea). Sul treno lungo la linea vi sono soldati giapponesi!Montagne dolci e cime a nubi

 

 

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Korea  28- VI - 23

 

Alle 4.30 mi sveglio in un paesaggio di belle colline a cespugli verdissimi con qualche roccia o gruppo di alberi più folti a macchioni. Capanne di paglia e risaie. Alle 5 arrivo a Antung, (dogana cambia ora) Passo il fiume Yalu su ponte a 3 pilastri e travi, la centrale girevole con un paesaggio di controluce nel sole mattutino a vele distese di colture e verdura scura assai pittoresca. Entro così in Corea. Paesaggio: risaie e risaie (con arginetti e canali) inondate d’acqua piene di contadini coreani vestiti di bianco con copricapo bianco simili a fiori nel verde – aironi posati o volanti e colli lontani con ---rossi o con qualche scoglio e frange di alberi e pioppi – robinie olmi. Capanne a tetto adattabile di paglia che copre parte della parete e corre flessibile su case e portici, si abbassa su archi di passaggio e si ripiega come una stoffa gettata sopra. Interi villaggi sono così annidati nel verde in serie a basse collinette.

 

 

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 Pekino Manciuria Korea pag 84 

Korea  28 - VI - 23

 

Si vedono i tipi coreani, le donne con lunghe brache e sopravesti di mussolina col copricapo e fazzoletto annodatoGli uomini coi copricapo a corno o cappellino di crine – o specie di turbante con lunghe barbe e baffi spioventi coi peli radi, neri rossicci scuri o castani. Verso sera sempre campi riso e frumento irrigazioni. Passiamo fiumi tra cui un braccio largo (Han) poi belle montagne in distanza a cuspide e rocce, foreste lontane e boschi vicini, castagni fioriti e faggi – robinie – villaggi carini in paglia con case a ferro di cavallo con cortiletto nel mezzo – villaggi bassi in muratura con infiniti comignoli. Incontriamo bello sfondo di piani e valli con dossi a alberi folti con gente annidata all’ombra e villaggi carini con sfondo di montagne elevate. Su questo gioca la luce della sera.

 

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Seoul  29 - VI - 23

 

Arrivo alle 18.30 a Seoul (Kejo) ed ho un’impressione gradevole della città contornata da bei colli a pini ombrello e montagne sulle quali si spegne il sole violetto mentre le ombre invadono l’abitato che fuma per la cena e i boschi umidi e folti. A notte luna piena, sulla terrazza godo spettacolo città giacente viva di lumi. Vado al teatro coreano. Sento bei cori uomini e donne a 3 a 3 frontali, voci falsetto ondulate tremolanti in apparente disordine, con --- lunghi, belanti sostenuti da colpi leggeri di tamburo a timpano doppio. Con stentoree e lunghe note tristi di pastorali con spegnimenti, belati e riprese in coro mentre gli artisti camminano avanti e indietro con un balletto di cammello cadenzato. Canzoni tipo arabo con voce (a solo) che si spegne come sotto un’onda di tenerezza. Vedo un bel ballo di 4 coreane in costume tipo svizzero con danza del coltello flessioni mimica a ginocchioni – Esercizi corda – Mercato notturno per la via principale.

 

 

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 Pekino Manciuria Korea pag 86 

Seoul  29 - VI - 23

 

Alle 9 pioggia dirotto vado per la via principale al museo commerciale. Prodotti vegetali --- commestibili ---, legni garze sete obi a strani colori – tele grosse sete e stoffe lini pesanti – vetri e vasi vetri a colori porcellane – Terracotte e porcellane bianche beige azzurre qualche volta un fiore azzurro – altri --- tele a draghi d’oro e nubi azzurro, e con grisantemi azzurri – o vaso tipo brocca con bei gigli – o criso e azzurro o verdino bigio con disegni incisi. --- in pietra vasi agata, scatole vasetti senza tipo collane tipo giada pentole ciotoline – statuette, sigilli bronzi lisci ben finiti, candelieri – vassoi piatti vasetto confetture ciotole vasi fiori bacinella incensieri, urnetta altri più rozzi e ornati; vasi corona tè bracerini a urna. Simili cose scodelle e coppe in legno piatti – tavolinetti minuscoli.

 

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Seoul  29 - VI - 23

 

Koryo din 10 14 se vasi bacinelle campane bracieri coppe teiere mastelli alcuni damascati o chiazzati ninnoli sigilli pagoda, cintura fibbia monete, anelli, forbici cucchiai ornamenti orecchini, bottoni oro e argento, spille, spilloni piattelli e gong bronzo angolari di scrigni e serrature. - Oggi tutto il giorno piove a rovesci il tempo è afoso. Nel pomeriggio visito l’arco dell’Indipendenza di fattura moderna e arrivo alla porta di palazzo vecchio chiuso. Rientro perché l’acqua viene a torrenti. Di notte c’è afa – cantano le rane.

 

  

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Seoul  30 - VI - 23

 

da un lato pini e pagodine giapponesi --- --- --- --- Vado per vialetto alla muraglia che circonda la città a nord (granito roseo) tra bella vegetazione ciliegi robinie aceri alcuni faggi e pioppi castagni fioriti ontani e qualche fruttifera – Il portale è di forma coreana. Mi avvio in discesa per vialetto ridente, coronato di monti rocciosi, alti di sfondo.

 

 

 

 

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Seoul  30 - VI - 23

 

Il torrentello mormora in cascate coi suoi ponticelli rustici, molti villaggetti e capanne sono seminate nella verdura. Belle le donne, i vecchi e i bimbi e le bimbette che sono assai divertenti e pittoreschi coi visi e movenze caratteristiche. Il torrente confluisce in uno più grande che per una valle tortuosa con blocchi di granito guida al Budda bianco. In uno scenario di granito, pioppi e pini sul torrente che mormora come una eterna preghiera un B dal viso coreano guarda col suo sguardo --- lontano con le mani alzate come per benedire. Il B è scolpito in un masso sormontato di padiglioni e il tetto vi è in bassorilievo. Dietro c’è un padiglioncino col tao ku giallo e rosso su fondo celeste e gradinate muretti e rampicanti e templi dai tetti scuri – sui quali dominano pini nani. Un padiglione spicca come una gabbia a colori rosa, rosso fondo blu e righe verdi. I pioppi muovono nella brezza le foglie argentate.

 

 

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 Pekino Manciuria Korea pag 101 

Seoul  30 - VI - 23

 

gerani --- fuchsie (fiore tra margh e grisantemo) Paesaggio città tombe --- Pagoda dal --- finemente scolpito a immagini. Strade larghe con esposi- zioni terraglie e bronzi fuori porta E colli bassi, acquitrini fiori gialli su prato --- bianca, i --- rosso o nero sparsi nei cespugli e --- Più lungo appaiono nello sfondo (ortaglie porri barbabietole) montagne rocciose con cuspidi graniti che --- e caos di vette fianchi aridi (a tronchi) chiazzati di foresta La via è fiancheggiata da capanne viale alberato, risaie nuvolosi afa rane che cantano – tori sellati cavalli con covoni grano – gelsi pini con altalena a Seiryo vi è fioritura simile a camomilla

 

 

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 Pekino Manciuria Korea pag 102 

Seoul  30 - VI - 23

 

A S vi è gran bosco salici e specie di patate stagno loto risaie cinesi bordate di pini e montagne azzurre di ciliegi neri – viale laterale pini con merlo che canta flautato nel silenzio anche un altro uccello chiama abeti pini ad aghi lunghissimi villaggio dormiente con presso l’ortaglie un gallo che canta nel silenzio un profumo forte di selva mi ubriaca, stride la raganella La strada corre chiara nel monte di erba tra i pini, lontano nella scrimina- tura azzurreggiano le montagne Arrivo alle 2 tombe (di Shin e della nonna ultimo imperatore) – Uno spiazzo di verde quadrato dove si ergono 2 padiglioni e un arco a trave giapponese con la statua Tao Ku un dosso semisferico tenero con una piazzetta chiusa intorno a un tumulo con animali e guerrieri e una lanterna di pietra bianca – Intorno una selva di attoniti pini e le preghiere cantate dagli uccelletti su tutti i toni più sommessi dove il profumo di bosco fa da incenso e

 

 

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 Pekino Manciuria Korea pag 103 

Seoul  30 - VI - 23

 

il moscone ronzando ripete un monito di morte, dove la gazza getta una nota sguaiata per scompigliare l’anima che mi raccoglie – C’è vicino nel piano uno stagno di belle erbe --- scure e fili taglienti teneri. Le libellule volano e indugiano su un filo d’erba qualche ninfea – gigli lanceolati. Sera dolce con scuri ricami di nubi e la nebbia che prende le cime più alte lontane. Al ritorno mi fermo a vedere filare le belle sete chiare lucenti dal bozzolo del recente raccolto. Mercati, mercanti seduti a discutere, belli certi tipi di vecchi.

 

 

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 Pekino Manciuria Korea pag 104 

Seoul (Corea)  1 - VII - 23

 

Parto poco dopo il levar del sole da Seoul e mi avvio a piedi per il passo percorso ieri e raggiungo il torrente del B. bianco, che risalgo passando per piccolo villaggio e orti e bella visione di torrenti sul controluce mattutino. Salgo per sentieri prima e per sfascioni di granito e sassi e canali e coste fino alla base del piano che voglio raggiungere. È tutta una fioritura di gigli – qualche raro a campanula gialla. gli uccelli cantano al mio passare. Risalgo un canalone che mi porta a un colletto tra due torrioni dove mi si presenta il cono che devo ascendere, asperso da un po’ di nebbia mattutina che vela e ammorbidisce il granito nero a blocchi e pareti a curve tonde precipitose con spaccature. Mi porto alla base di attacco dal lato più difficile (cresta E) passando su una cresta divertente e facile.

 

 

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 Pekino Manciuria Korea pag 105 

Monti Seoul  1 - luglio - 23

 

Inizio dalla parete un po’ lisce, pericolose per qualche detrito e per la collosa consistenza del granito e l’umidità che cola. arrivo a un caminetto sul quale mi isso penosamente per mancanza di appigli supero un ridossino liscio torrito che mi butta in fuori e poi sciv—trasversalmente su alcune rocce che terminano con curva ampia sul vuoto e prendo un canale con impronte di bestie, ormai facile e sono presto in vetta. La montagna quando si è soli pare più pericolosa ed io così isolato in terra straniera temevo assai per me, ma indugiavo a guardare il panorama stupendo. Il cuculo canta di frequente e il suo grido di malaugurio si spande sull’abisso ripetuta dall’eco lontano. Stormiscono le erbe sulla vetta e arriva appena il crosciare dei torrenti lontani, le api selvagge ronzano intorno a cespugli profumati , sdegnano il luglio stupendo e le sue stelle.

 

 

pag diario VII-0106

 Pekino Manciuria Korea pag 106 

Monti Seoul  1 - VII - 23

 

Panorama dalla vetta: Seoul lontana si distende nella conca come un giardino immenso, ovunque intorno la cingono i colli più oltre biancheggiano le sabbie dell’ Hian con gli specchi di acqua su cui spiana qualche vela, qualche isolotto verde – una riva ombrosa che si riflette, un colle qualche albero isolato. Il fiume va al mare vicino allargando le sue acque che riflette il cielo. Tutt’intorno strisce bianche di torrenti nei bei tappeti di verde macchiati di bosco e di villaggi e intorno distese di colli e catene lunghe sinuose, aride, di tritume di granito. Solo verso il mare la terra è rocciosa. A N. corre su una cresta a massi e prati con muraglie – con un ponte al passo e sotto una rupe con una grotta immensa che inghiotte un padiglioncino. C’è un monastero di tetti grigio e chiaro dalla parete sassi? 4 porticine --- su un ponte, con piccoli ortagli un torrentello con un rigo d’acqua

 

 

pag diario VII-0107

 Pekino Manciuria Korea pag 107 

Monti Seoul  1 - VII - 23

 

e un sentierucolo che lo collega al mondo di laggiù, oltre a N. appare la più bella montagna della zona cuspidale con frattura sferica confidale e poi lontano montagne a cresta dentate di torri. Il cielo è tutto un mosaico di azzurro e di grigio perlato, la terra è tutta a chiazze di sole e di ombre correnti, struscianti. Qui a quest’altezza, in terra straniera dove mi canta la voce nota del cucolo mi pare che la vita abbia un altro senso e mi pare di possedere una grande forza di carattere. Penso a quanto sono distante dalla mia terra e come sono vicino, tutto mi par strano (sviluppare questo concetto)

 

 

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 Pekino Manciuria Korea pag 108 

Seoul Monti  1 - VII - 23

 

Seoul è la città dove la gente va più a piedi vi sono però treni. Pochissimi bianchi poiché il giapponese domina assoluto. Verso sera salgo nel parco Kango di pini da una terrazza dal quale domino la città con le casette --- di luce vespertina e la montagna lontana ancora chiara col fondo arido e più scuro. Salgo alto in vetta al colle a Sud di Seoul detta Nanzan – lascio la strada per inerpicarmi per un sentierolo che va per pineta profumata a fermarsi contro blocchi e grondi di granito, allora scalo appoggiandomi ogni tanto ai pini neri contorti – attraverso le cui fronde dal mobilissimo portamento vedo l’immensa città. Arrivo a una gradinata nel buio degli alberi; sui grondi sul parapetto delle mura che circonda a Sud la città. Dallo spalto che guarda su un pendio profondo di boschi domino Ruyzan col canale, 3 ponti le sue strade i suoi parchi e alberature belle e il gran fiume Kan che

 

 

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 Pekino Manciuria Korea pag 109 

Seoul Monti  1 - VII - 23

 

appare azzurrino con qualche barca qualche vela e levature di vento. Sulla sponda in certi punti la collina riflette le fronde oscure di un bosco – lontano montagnole a infinite pieghe arrossate dal crepuscolo si stendono infinite e belle per il loro movimento e la vastità dello scenario. Pieghe di alti burroni con le conche ricolme di case (a S.W) Arrivo in vetta e posso dissetarmi sotto grandi olmi colossali, disposti sulla piattaforma erbosa con colonne di un tempio. Un muretto due case con contadini coreani – dentro una casetta una donna velata di bianco spia curiosa, poi sento la sua voce. Dei bimbi giocano presso lo spalto donde si domina il Kan. La città tra le fronde mostra le sue case dal tetto color lavagna e le finestre bianche o rosse, le lunghe strade disordine nel --- di edifici con i cortili e gli spazi ricoperti di piante e di parchi. Ecco il palazzo N con i padiglioni e la verdura dentro e intorno

 

 

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 Pekino Manciuria Korea pag 110 

Monti Seoul  1 - VII - 23

 

Ecco la porta della città col tetto doppio e la --- larga che serpeggia fino alle risaie verde, orlata di alberi, di sorgo, una bruma sale dalla città giardino, splendida adagiata nella cima immersa --- --- le montagne che nei raggi traversi del tramonto prende una tinta --- violetta, a spezzoni seghettati nel cielo terso. Da qualche parte nubi albicocche infiorano il cielo. Un falco passa nello squarcio delle fronde – 2 gazze riparate sotto un ombrello di pino fanno all’amore silenziose. Un uccello strano fischietta una nota lunga, lamentosa, tremula mentre altri pigolano sommessamente. il vento stormisce appena ed il fresco accarezza amorevole. Il sole cala nella nebbia dell’orizzonte e l’accende la luce rossa getta sui tronchi i rami e tra le foglie dei pini una ramatura infinita. Le foglie degli aceri son tutte lucenti di rubini e li mostrano stormendo. Poi il brusio della città scema e il silenzio impera: ancora il sole rosso come rubino getta un bagliore e poi è la dolcezza che mi vince - --- .

 

 

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verso Fusan  2 - VII - 23

 

Alle 10 lascio Seoul per il Giappone. terra a colline disboscate e cespugli con i piani a riso talvolta coltivato a terrazze a bacino.(Rayzan bella veduta sul fiume e 3 ponti 2 ---, 1 strada) Grandi fiumi a curve con riflessi di monti verdi. Villaggi annidati a tetti di paglia – Stanno trapiantando il riso dalle colture al campo, tutto è inondato – molti alberi di kaki di cui i --- (---) anche la Corea (foglie grandi tectonia) gallerie – sponde di fiume. Verso sera appaiono monti più alti con macchie di rocce gallerie e valli – veduta di cascate appaiono belle, linde casette giapponesi – A aere il cielo è velato e la valle tortuosa che ci segue lungo un fiume rapido sembra triste – pioppi pini piccoli a cespugli. Poi si costeggia gran piano in una vallata ampia a frumento canapa e ortaggi.

 

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Fusan  2 - VII - 23

 

Poco prima di Fusan fiume largo, calmo tipo cinese con breve piano e subito montagne di varie altezze con sfondi i paesaggi come un nostro fondo valle – poi diviene come altop. ---, morbido, verde e si allarga su un immenso piano. A Kilzo il cielo dopo il tramonto ha un bel color salmone, i pioppi in fila si specchiano nell’acqua scura, il paese è pieno di coreani e giapponesi con le donne che sembrano fare a gara per mostrare il seno. Le casette linde il paesaggio dolce coi monti violetti e verdi hanno le campagne silenziose nella calma sera estiva danno un senso di pace e di gioia. Fusan vista di notte, una buia lunga cinta di montagne scure, e casette giapponesi linde con le luci dentro e la gente accoccolata nelle stuoie a leggere o a mangiare, a conversare. Nella luce incerta vedo profili di alberi e di --- e mi par bella vedo, non vedo e mi piace.

 

 

pag diario VII-0113

 Pekino Manciuria Korea pag 113 

verso Giappone  2 - VII - 23

 

Alle 8.30 arrivo al molo e trasbordo sul piroscafo – alle 9.30 lascio Fusan e la Corea per le isole del Giappone. Saluto i lumi della baia d’ambo i lati e penso che lascio per sempre il continente asiatico. Il mare è un poco mosso Nella notte passo l’isola di ed io dormo cullato ancora dalle onde che da tanto non mi cullavano più. FINE

 

 

 

 

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