diario IX: Giappone 2 parte 2 

pag diario IX-0054

 Giappone 2  pag 54 

Tokio 30 - VII - 23

 

Alle 10[?] vado alla stazione Ueno ad accompagnare i signori Canteli[?] che partono per Chuzenji. C’è un sole terribile che dura tutta la giornata, [...] finché a sera viene qualche spruzzo d’acqua. Vado all’Ueno park e visito accuratamente il museo. (v. note che seguono). Faccio colazione al parco e riprendo la visita dei sobborghi orientali, della Sumida e borgo trans[?]Sumida. Come a Bangkok, come a Osakka, come a Nagoya Canali e canali e ponti dopo ponti. Acque sporche odori poco confortanti casette di legno allineate miserabili, sporche e pittoresche. Grandi depositi legname sulla via, nelle vie fiancheggianti e nei cortili e spiazzi e nelle barche. Il legno è l’elemento più necess.[ario] al Giappone. Penso agli incendi. Somma di[?] molte vele spunta a settori gonfiate dal vento di mare. Ponti doppi uno ad arco, l’altro a travi armate coperte. (segue pagina 6)

 

 

pag diario IX-0055

 Giappone 2 pag 55 

Tokio  30 - VII - 23

 

(Note museo, complementare[?]) Stile [...] casetta con corna [Disegno] [...], modello pagoda + palazzo vecchi libri illustrati - vasi damasco e [...], quadri uno con l’[...] volante e le luci ottenute lucidando in tondo, mentre il resto è opaco quadretti vari. cestelli argento fili con anelletti [?] e fiori elefante budista[?] – argento, base ferro else di spade temperini[?] potterise[?] ghisa. - Statue [?] – Il Jizo bosatsu i con B.[uddha] - testa scoperta e pelato, aste con [Disegno 28] e con sferetta in mano [Disegno 29] le statue erano dorate[?] con [...] il tempo le ha mummificate - statuette attorno VI simili feti, [...] - bassorilievo storia [...].

 

 

pag diario IX-0056

 Giappone 2 pag 56 

Tokio museo  30 - VII - 23

 

Capanne Aino, slitte, pitture armi vestiti pipe borse daghe[?] legno rosso stuoie. attrezzi filare, strumenti musicali antiche armi, [...] coreane. strumenti pesca, vesti alla [...] o alla canadese piume monili[?] gerle zaini e vesti - scudi lame e armi preistoriche maschere[?] dipinti[?] orribili[?] [...]. - luna oro con [...] mosaico [...] oro più chiaro - porta spade e daghe laccate a fiori madreperla - Le armature medioevali hanno maschere da Numi[?] Selle e staffe in bardatura [...] stoffe nero e oro, rosso. Strum[enti] musicali completi, han[?] flauti 1 canna monocordi.

 

 

pag diario IX-0057

 Giappone 2 pag 57 

 

30 - VII - 23

 

costumi: diverse[?] corazzate armature sponde dorate, pesca[?] 1 amo e lenza[?] [...] [...], mangia e ha 2 guerrieri uno che gli regge l’elmo[?] e l’altro che gli versa il tè. alla fronte fazzoletto annodato[?]. espress[ione] di rispetto, [...] [...] tagliati nobilmente scarpe di pelliccia[?], gambali simili[?] con masch[?ere], fasce [...]. - Monaci con rosario e alabarda con fazzoletto sciarpa attorno al viso e sulle spalle, velario nero e un ventaglio e un espressione fiera. Ainu1[?] con pelli sui fianchi e la spada in una coda[?] di tigre in posa di aver scagliato la freccia - Sacerdoti e danzatori capelli sciolti - Arpa nera e [...] con fini archetti per [...] [Disegno] bianchi[?] tondi [Disegno] statuaria terra cotta monili [...] e vasellame tombe

 

 

pag diario IX-0058

 Giappone 2 pag 58 

Museo Tokio  30 - VII - 23

 

Pitture kakemono – [...] dorati e miniature. Gran fogli con giudizio dell’al di là demoni tribunali specchio presente[?] penitenti [...] come il nostro. - [...] con ogni cosa di più per l’ [...] di quarzo pietre preziose, [...]. [...] quarzo rosa violetto e fiori. un pezzo di [...] con 2 [...] malachite fluorite [...] in 2 scolturine o due tondi[?], sigilli avori muniti[?] oro [...] moderne [...] lustri[?] legno scolpito. piatti agata, basi di ambra vaselli[?] [...]. - Porcellane Celadon bianco verdigno famosa Tsing dinastia. Cloisonné Tsing a colori azzurro celeste dominante grossolane porcella[ne?] con [...] Corea - grossi cloisonné giapp[onesi] a cris[antemi] e pappagalli [...] e peon[ie] tipo doppi[?] chimono. Porcell[ane] Tokugawa [...].

 

 

pag diario IX-0059

 Giappone 2 pag 59 

Tokio  30 - VII - 23

 

le vie si somigliano fino all’uggia. Fa un caldo opprimente, vampante. È interessante la vita sulla Sumida. Fuori qualche casetta tè sparuta, in un punto dove non ci sono case fanno il bagno nudi centinaia di ragazzi. Vaporetti, barche, giunche piccole, zattere, fasci di travi natanti ecc. fluttuano sulla larga superficie. Alla foce c’è l’elegante ponte che unisce terra trans:Sumida all’isoletta tutta nera di cantieri fumanti. - Rientro a casa dopo aver fatto decine di kilometri in tram e a piedi nella uggiosa Tokyo. Lavoro a casa e alla sera vado a pranzo Hotel Imperial dove trovo il Colonnello Masturzio e la Signora. Vado al Teatro imperiale costruito all’europea, anche nella decorazione. Di notte rientro con una luna biancastra che getta un po’ di candore sulla desolata Tokyo. F

 

 

pag diario IX-0060

 Giappone 2 pag 60 

Tokio  31 - VII - 23

 

Vado di mattino al museo militare. Cannoncini, bombarde, mortaietti fucili antichi e moderni di ogni fatta con numerose[?] cesellature, damascature rilievi. Spade e daghe dalle antiche alle recenti armature. Vestiti di celebri generali pupattoli vestiti da soldati di ogni epoca, fotografie di mutilati e di morti, resti con vestiti combusti di aviatori, cavalieri arcere che lancia freccia in corsa, reliquie e pezzi fracassati[?] da schegge [...] cimeli vari di guerre e quadri kakimono o quadri rappresentanti guerre, cannoni forniture[?], archi e armi dalle primitive bronzo o pietra alle moderne. A un tratto in mezzo a una sala ad atrio mi appare sospeso al soffitto lo SVA di Ferrarin1 e una grande commozione mi invade, levo il cappello e resto muto a pensare al grande volo e al suo

 

 

pag diario IX-0061

 Giappone 2 pag 61 

Tokio  31 - VII - 23

 

eroe, e mi sento orgoglioso sotto quelle ali tricolori che pare stendano anche su di me la loro protezione. - Dal museo mi reco all’ambasciata a trovare l’ambasciatore SE Giacomo De Martino che s’è rimesso dalla sua breve malattia poi scendo in[?] Tokio con Ito per combinare per la partenza, ma invano. Perciò nel pomeriggio vado di persona a Yokohama a vedere presso tutte le società di Navigazione, ma inutilmente perché la democratica america ha solo 1a classe sui suoi transpacifici e il scidumiottone[?] Giappone fa altrettanto e così dovrò affrettare[?] la mia partenza e lasciare il 4[?] questo maledetto paese delle scimmie grige con un vapore della Canadian Pacific che ha una confortevole 3a classe. Dato l’anticipo di partenza decido di partire immediatamente per il Fujiyama e ritorno a Tokyo la sera stessa

 

 

foto 02708

foto 02709

pag diario IX-0062

 Giappone 2 pag 62 

Tokio  31 - VII - 23

 

Alle 9 prendo il treno per Gotemba. È una notte splendida e la luna sorge poco dopo la partenza ed io resto sui gradini esterni del vagone per contemplare solo seguendo con la musica che dentro mi trasporta il paesaggio d’incanto. Così il mare lucente che soffia la sua brezza e l’eterna [?] canzone che viene da lontano a morire sulla contro terra. I pini della riva sullo scudo[?] lucente delle acque passano neri come fantasmi dalle centro braccia. I paeselli restano indietro addormentati con qualche lanterna diafana. Da Kozu ci interniamo e cominciamo a salire, allora si profilano i colli e i monti con profili azzurrini nel cielo nero e il Fuji appare etereo ancora lontano, dove stelle pallide di punteggiato di stelle e velato di luna. Qualche cirro scarica[?] i suoi riccioli luminosi Ho un Ricordo di pace senza vento con profili d’altu[re ?] e di alberi e di natura dormiente, voci e ressa[?] alle stazioni donde[?] dove infiniti pelle-

 

 

pag diario IX-0063

 Giappone 2 pag 63 

Tokio Gotemba  31 - VII - 23

 

grini salgono vestiti di bianco. Il Fuji appare ogni tanto immateriale, ideale. Ragazze che accompagnano l’amante dopo la sera passata nella dolcezza luna- re, soffocando il riso o il pianto nel fazzoletto o nella manica del kimono. Alla mezzanotte e 20 arrivo a Gotemba. F

 

 

 

 

 

pag diario IX-0064

 Giappone 2 pag 64 

M.[onte] Fuji  1 - VIII - 23

 

A Gotemba frotte di pellegrini venuti da ogni parte del Giappone partono per il Fuji, chi a piedi per la via lunga chi comincia da qui e chi in auto per Subashiri1. Riposo qualche minuto in un alberghetto giapponese dove la gente dorme in camere senza pareti, separate idealmente dalle righe dove scorrono gli [...] schermi. Alle 1.30 parto con un giovanetto che mi porta il sacco e in auto raggiungo Subashiri. Qui ordino un cavallo e mentre attendo mi sdraio sulle stuoie di un hotel alla luce di lanterne bianche, circon- dato dalla curiosità del padrone, delle inservienti e dei clienti. Alle 2 e mezza parto su un alto cavallo con lo stalliere che cammina davanti e il coolie col sacco che segue.

 

 

pag diario IX-0065

 Giappone 2 pag 65 

Fujiyama  1 - VIII - 23

 

Cavalco così nella luce lunare diffusa su una via di cenere chiusa da alberi. Le due ombre camminano silenziose ai lati e la mia ombra vera si proietta sulla cenere grigia. Ho sonno per non aver dormito e mi sembra nel dormiveglia di sognare. Mi domando cosa sono quelli spetri bianchi col gran cappello di paglia leggera a larghe tese svolazzanti, biancovestiti con una stuoia annodata sulle spalle e il bastone sfaccettato[?] che il mio cavallo lascia indietro sulla via che si fa a poco a poco erta, insen- sibilmente. Il Fuji domina con la sua mole dalla linea inimitabile vestito di un manto lieve di luna, e nel cielo di stelle pallide i cirri corrono e tessono attorno alla luna una velo raggera di madreperla. Un vento a raffiche, freddo, giunge fino a noi e fa stormire le foglie, mi sferza e mi sveglia quando vinto dal sonno

 

 

pag diario IX-0066

 Giappone 2 pag 66 

Fujiyama  1 - VIII - 23

 

mi piego sul cavallo. La curva del Fuji si fa più erta più si sale con un raccordo perfetto, grandioso al piano. La via prima diritta comincia a serpeggiare ampia e poi più stretta in un bosco di ombre fantastico. La luce [...] dell’alba si sprigiona a poco a poco, si diffonde quasi nel mio cervello attonito di sonno e di freddo. Ascolto la voce del cuculo e qualche trillo fugace di uccelli che imito rispondendo loro. È un gioco infantile. A una certa altezza il bosco porta le tracce di un tifone. I piccoli alberi sono tutti abbattuti e le erbe forzatamente pettinate come da una valanga. Poi il bosco cessa (Nel bosco c’erano varietà infinite di piante: Prunus nipponico; acero a foglie pentagone; viburnium furcutum1 (simile nocciolo); cacalia lamponi larici Alberi 2 pagoda adenstiloides ([Disegno]; clintonia erbensis[?]; vari glicini e diffuso una spece di cedro detto fragaria nipponica, caratteristico del Fuji; abrus alnobetulla: foglie nude[?] rozze [Disegno] con more verdi a bacche; qualche fiore raro)

 

 

pag diario IX-0067

 Giappone 2 pag 67 

Fujiyama  1 - VIII - 23

 

Finito il bosco una zona di erbacce precede le lave e ceneri, e due immacolati pendii grigi emergono da un lato nudi di ogni verde. Nelle prime scorie su cui sgrigliolano gli zoccoli del cavallo nascono le stellarie floride simili ad azalee in apparenza, cespugli di rose selvatiche presso il bosco e nel suolo dove non cresce un filo d’erba dei tappeti minuscoli di fiorilli[?] alpestri nascono, lilla o bianchi e cespi di campanule violette. Abbiamo[?] già passato delle casette di riposo che nella luce albigna[?] aprivano[?] al vento fresco qualche schermo e offrivano il buon tè verde, bollente. Raggiungiamo un [...] rifugio piantato sui detriti di lava come un rifugio alpestre e facciamo una sosta. Uno spettacolo non comune mi si presenta

 

 

pag diario IX-0068

 Giappone 2 pag 68 

Fuji  1 - VIII - 23

 

Il pendio vasto come un manto del Fuji grandeggia alle spalle. E sotto sfuma nell’ manto orlo nero di selve. Poco lontano nella luce incerta un lago riflette le tinte dell’aurora e più oltre montagne brune si profilano nette nelle[?] striature dorate. La luna smagliante e confortante come viso di donna amata impallidisce Striature di colori tenui si diffondono a oriente tra velature lievi lievi di vapori. Un lago di nebbie candide riempie una vasta conca circondata dai monti neri di Hakone. Un vento gelido mi batte sferza alle spalle ma la luce nascente pare rinfrancare le membra intorpidite che attendono il bacio del sole vivificante. Il cavallo nitrisce vicino scosso da brividi e cerca l’erba che lo ristori nelle scorie arsicce rossigne[?]. Gli uomini di cartapecora dormivegliano e ombre di pellegrini passano sempre in processione.

 

 

pag diario IX-0069

 Giappone 2 pag 69 

Fujiyama  1 - VIII - 23

 

Finalmente in una raggera vivida d’oro e porpora il sole esce e in breve spande la sua luce gloriosa sulla terra, accentua i profili, accende il lago di Yamanaka1 che si fa prezioso distacca accentua i colli, accende le nubi bianche che sorvolano la terra basse[?], e dora i fianchi grigi rossigni, ferrugginosi del Fuji. Godo lo spettacolo, chiudo gli occhi sotto il bacio tepido e mi abbandono un poco alla dolcezza di quel riposo poi balzo in sella e proseguo la cavalcata fantastica su per l’erta che si accentua, sulla via molle[?] di detriti e ceneri che sgrigliolano sotto le zampe e i piedi in cadenza discorde. - Mi pare che in quella nudità con quella luce che viene da sotto rossiccia, dorata la mia figura giganteggi. Il Fuji diventa piccolo come una minia- tura ed io lo domino. Tutto il resto è sogno. Sono sogno anche le ombre bianche che salgono e salgono silenziose ansando

 

 

pag diario IX-0070

 Giappone 2 pag 70 

Fujiyama  1 - VIII - 23

 

per toccare la vetta del Sacro Monte Un’altra stazione passa di quel calvario senza eroe, creato dal fuoco, in quella forma perfetta che è la cosa più bella, e forse la sola bella del Giappone. Il mare si libera dai veli e appare di un azzurro che ha nome sete; sete di distanza, sete di cose lontane. Il cono di Ashitaka sorge davanti come un piccolo Fuji. Il lago di Hakone ancora non si libera dai suoi monti tetri. Ma per lui splende delizioso nella conca verdissima di un verde tenero quello di Yamanaka. I fianchi del Fuji si ergono convergendo in alto con un’ampiezza prodigiosa, incommensurabile, delle linee di scorie a blocchi in strisce scavate dalle piogge emergono dai detriti minuti di scorie e cenere e quella roccia arsa e stracotta affiora tra le lave nere

 

 

pag diario IX-0071

 Giappone 2 pag 71 

Fujiyama  1 - VIII - 23

 

Il colore è grigio bruno, ma delle sfumature tinte ferrugginose rosse vermiglioni e seppia e giallino cromo sono diffuse, sfumate stese con una delicatezza da grande artista. Il sentiero ora serpeggia mentre una via diritta scende tra le ceneri, segnata dai pellegrini che scendono scivolando. Un vento poderoso scende dalla vetta che fuma[?] di polverio, e ci investe, cresce in forza, ci sferza ci strappa [...] con violenza e ostacola la marcia. Il mio cavallo non vuol più proseguire. Tocchiamo[?] [...] alla stazione dove pellegrini risposano sulle stuoie. Dentro c’è un tempietto, ci sono delle stufe e fornelli per il tè e bibite conservate tra blocchi di neve presi in vetta. Donne e uomini col cappello di paglia e la stuoietta sottile son seduti, [...] bevono il tè e proseguono a lentissimo passo. Arriveranno in vetta chi sa quando

 

 

pag diario IX-0072

 Giappone 2 pag 72 

Fujiyama  1 - VIII - 23

 

ma arriveranno. Sono curiosi i loro costumi. Le donne hanno i gambali di pezza e le sottane il chimono rialzato fino alle ginocchia; in rispetto agli esse e gli uomini col bastone e il cappello portato sul braccio come uno scudo sembrano guerrieri e amazzoni piuttosto che pellegrini. (Pezzi di carta che volano come uccelli bianchi) - Prendo anch’io tè. mi fascio la testa per resistere al vento che stordisce. Il cavallo a un certo punto non può più proseguire (a circa 2500 metri) e devo proseguire a piedi. Così di rifugio in rifugio sorpassando una processione che ha dormito la notte in rifugi alti arrivo all’ultimo presso la vetta con parecchie baracche solide di pietra difese [?] da buone stuoie, e con porte piccole. Sono le 11. Alle 11 30 superando facilmente la gente che vuol gareggiare in velocità e non sa di aver a che fare con un figlio delle Alpi giungo alle baracche della vetta e bell’orlo del cratere (3750 m.)

 

 

pag diario IX-0073

 Giappone 2 pag 73 

Fujiyama  1 - VIII - 23

 

I pellegrini che arrivano presso la vetta anelando nello sforzo cacciano grida di giubilo come in giù gridavano al vento: “rokkon shojio”, possano i nostri 6 sensi esser chiari e forti, e l’altro “O Yama Kaisei” : continui bello il tempo sull’onorevole montagna! - C’è una linea bassa di baracche di sassi sui due lati di un sentiero e la prima è un tempio della Dea Kakesi o Sengen Sama la dea del Fuji. Timbrano ventagli e immagini della Dea. I pellegrini hanno dei bastoni ottagoni che marcano a fuoco in tutte le stazioni e in vetta. Parto per il giro del cratere A Sud W[est] vedo grandi pianure verdi smeraldine bambù chiaro con picchiettature di selve, paesi e il lago Hakone tra monti di puro smeraldo tetri[?] a Est il lago di Yamanaka splende sempre e i pendii del Fuji scendono grigi e immacolati di aspetto fino ai pendii verdi di Gotemba. È bella la finezza della cenere bigia [...]

 

 

pag diario IX-0074

 Giappone 2 pag 74 

Fujiyama  1 - VIII - 23

 

e la grandiosità del pendio è incommensurabile, e sembra raccordarsi al piano vicino dove invece è ancora pendio erto. Simile è la discesa verso Omiya dove il piano è più sconfinato giro l’orlo del cratere in senso destrorso, raggiungo il Picco Dainichi con rupi di lave e scorie nere sormontanti frastagliate e arcigne, con banchi di pali dilaganti per il pendio. Per terra massi bigi con chiazze rosse ossidi gialli cromo, verdi e azzurri intensi simili ai colori delle farfalle, rocce, arricciata[?] leggera crepitante alla pressione. frammisti lapilli cotti tipo granito, l’orlo del cratere è tutto un saliscendi si vede a N[ord] il picco Kenga Mine con aspetto alpestre e lenzuolo di neve scendenti ripidi fino al fondo del cratere. A destra un pianoro [...] e una scarpata fino al fondo d.[el] cratere rossigno e nero chiazzato come la bocca di una fucina. A destra contro[?] noi picchi minori strapiombanti: cotti

 

 

pag diario IX-0075

 Giappone 2 pag 75 

Fujiyama  1 - VIII - 23

 

nerastri o caffè che ogni tanto lasciano franare un masso o detriti con tonfi cupi nella conca tetra. Una sella ci conduce al picco Izu1 (3752) e poi al Iyoju tutto cosparso di piccoli ometti costruiti di blocchetti di lava come monumenti ai 50 pellegrini morti addossati in una tormenta improvvisa e che il popolo dice sacrificati alla dea Sengen Sama della montagna. La sella[?] che segue ha il tempietto della Dea all’arrivo della strada di Gotemba e Omiya con una casetta osservatorio meteorologico Il paesaggio a W.[est] è piano e grandioso, col grande fiume Fuji che azzurreggia in un gran letto circondato da boschi e colli Dal picco Kenga Mine che è il più alto si dominano le catene più alte del Giappone, le Alpi di Kiso3 lontane azzurre con qualche lenzuoletto di neve a strisce. Da una parte e dall’altra del

 

 

pag diario IX-0076

 Giappone 2 pag 76 

 1 - VIII - 23

 

Fuji si dominano i vicini lenzuoli di neve che consolano chi ricorda il caldo del piano e di Tokyo. Il vento batte ancora con violenza ma scema a poco a poco. Il sole dardeggia e fa vivere i colori azzurri bianchi verde e grigi che dominano con un’armonia indicibile il paesaggio I laghetti di Motosu e Shoji appaiono come gemme ad anse[?] sepolte nella verdura esuberante. Niscinomi è una striscia azzurra tra monti e Kawaguchi è il più ridente, con anse, promontori di pini e paeselli graziosi civettuoli invitanti. La cittadina di Yoshida3, dove devo andare è luminosa e distinta come una vicina miniatura, e dietro tutti questi laghi visibili tutti con quello di Yamanaka dal picco Hakusan4 son contornati spalleggiati da bei monti che si perdono e sfuman a distanza infinita. Dal primo picco sto a guardare le baie di Odawara e di Suruga che azzurreggiano[?] appena addolcite da un velo luminoso.

 

 

pag diario IX-0077

 Giappone 2 pag 77 

Fujiyama  1 - VIII - 23

 

e il lago di Hakone1 che cupo s’è scoperto e un gioco di nubi che si filano sul piano che precede il M[onte] Ashitaka. Scendo alla fonte di acqua gelida nel cratere, tocco le lave calde del calore che ancora trasuda dal cuore del mostro. Nel silenzio rotto dai gridi dei pellegrini si sente rotolare qualche fantasma[?] di scoria lava che si stacca dalle pareti nerastre Il cratere è tetro e mi invita ad uscire a rivedere[?] nel vento[?] l’orizzonte vuoto del Re dei vulcani col tesoro dei suoi 7 laghi e la corona ampia di colli vassalli minori in distanza Osservo la devozione e la gioia dei pellegrini, e quelli che pallidi vomitano o sono portati a spalla nell’ultimo tratto da coolie [...] posti a quel servizio Facce allegre, vittoriose e facce sconsolate genti bavose di genti in preda al male di montagna. Gridi rauchi di vittoria e di gioia lanciati e ripetuti dall’eco fondo del cratere morto[?].

 

 

pag diario IX-0078

 Giappone 2 pag 78 

Fujiyama  1 - VIII - 23

 

Seduto mangiando frutta saporita contemplo, ascolto l’ululo del vento sui [...] di lava e penso al significato simbolico dell’ascensione a questo strano monte nato d’improvviso per una terribile eruzione e sacro a tutto il Giappone. Per me la cosa più preziosa e bella che il Giappone ha. (Pensieri, simboli ecc.) - Alle 13 lascio la vetta e ridiscendo all’8a stazione in 4 salti incontrando sempre una processione di pellegrini lasciati indietro nel mattino. All 8°[?] devio per scendere a Yoshida che vedo lontanis- sima. Corro e scivolo sulle sabbie estese, ripide, calando di gran parte dell’altezza in tempo brevissimo. Soggiungo così sollevando nuvole di cenere alla zona verde cespugliosa sulla via a zig zago con le stazioni di riposo e finalmente trovo[?] la strada larga ampia con gradini e palo ogni tanto, ripida[?] e a svolte penetranti in un bosco di cedri e larici speciali del Fuji belli con parchi estesi.

 

 

pag diario IX-0079

 Giappone 2 pag 79 

Fujiyama  1 - VIII - 23

 

Credo sempre di essere il basso al piano e di mano in mano che scende il pendio si spiega e prolunga lungo[?] da non finir mai, sì da dar l’idea dell’altezza grande della montagna. Io mantengo un passo di mezza corsa e seguo nella discesa felice della mia giornata, [...] del cielo sempre terso dei pini verdi del pendio maestoso grandioso, cuniforme[?] come la montagna del purgatorio in un cammino a rovescio dal paradiso all’inferno. Incontro pellegrini a piedi e a cavallo, poveri[?] o ricchi di famiglie distinte tutti gravi compresi della stessa devozione - Anche le donne emettono in quei boschi trillatine di riso schietto cui sembran rispondere gli uccelletti canori. E ogni tanto una stazione con bibite, fornelli tè e frutta e caramelle e stuoie per riposare con fanciulle curiose di vedere il forestiero, e ridenti

 

 

pag diario IX-0080

 Giappone 2 pag 80 

Fujiyama  1 - VIII - 23

 

che non finisce più, come non finisce più il pendio che a poco a poco cede al piano sì che la strada si raddrizza e punta tra boschi, al villaggio di Yoshida. Mi volgo ogni tanto al Fuji che ora si presenta conico perfetto nella cornice di alberi con nubi che roteano in alto senza ancora velarlo. Lo guardo nella sua altezza solitaria [...] con un senso di soddisfazione che mi compensa della notte insonne e della dura fatica. Un bosco di conifere alte cela un tempio delizioso dedicato alla Dea Sengen del Fuji con[?] alberi vialoni canali e casette rustiche ortaglie e villaggio di Yoshida Entro alle 5 nel villaggio mi informo del treno per Tokyo e parto con tranvai a cavallo e un secondo elettrico per Funatsu

 

 

pag diario IX-0081

 Giappone 2 pag 81 

Fujiyama  1 - VIII - 23

 

Yoshida è un villaggio strano, allegro, movimentato, tipo Cocci [...] di [Disegno] [...] ciuffettino. Con quel tranvai a cavallo quel M. Fuji in distanza, quei suoi garruli canaletti di acqua e di campagna festosa tra monti dominanti qualche linea di alberi alti lungo i canali e la unica via lungo dove il villaggio è raccolto. Funatsu sembra più serio, forse per l’ora. Il lago ha un braccio che lo tocca con promontori piani, ma la riva opposta è uno splendore con i pini a fronde ampie tese ad arco sull’acqua. Con quelle visioni strane del fuji tra le belle capellature verdi e i tronchi rossicci, nudi, con lo specchio terso sotto a sdoppiare l’immagine bella, tremolante. Lo sa Dio se mi stanco a fare il giro del lago dopo tanto cammino fino a Nagahama. Ma il Fuji è là etereo nel pulviscolo acceso

 

 

pag diario IX-0082

 Giappone 2 pag 82 

Fujiyama  1 - VIII - 23

 

dell’ora Vespertina, e le fronde e i tronchi fanno a gara a comporre cornici degne del grande re luminoso, posato[?] sui fianchi selvosi e dileguante[?] in una luce soprannaturale che lo fa rientrare quasi nel cielo. All’ora del tramonto delle nubi rossigne si arruffano intorno alla vetta e lo fanno parere in collera. Il lago riflette la forma eterea e i pennacchi, placi- damente ed io non finisco omai di saziarmi di quella vista eguale eppure mutevole. - Il tranvai elettrico con scartamento minuscolo stracarico di pellegrini mi porta più tardi a Yoshida e da Yoshida in auto mi fa volare fino a Otsuki1, in una campagna irrigata con filari di alberi, casette con le ruote idrauliche, torrentelli a rapide e cascatelle

 

 

pag diario IX-0083

 Giappone 2 pag 83 

Fujiyama  1 - VIII - 23

 

case pulite dove batte ritmatico[?] il telaio che fa i crespi e le sete più belle del Giappone. Tutte Molte case sono operose di [...] e tess[?ono] e le ruote nere ciangottano[?] allegre e la gente canta i torrenti cantano frettolosi anch’essi, i monti sovrastano la valle larga, quasi rispettosamente Prima di incana- larmi nella valle mi fermo per scendere e salutare il Fuji che dopo il tramonto illividisce e si spegne, lontano oramai come un astro che passa troppo presto Una luna quasi piena è già all’orizzonte [...] già la sua luce bianca per non lasciare senza luce “l’onorevole montagna”. (Salve!) La gente dei villaggi di questa zona è vestita a colori vivaci; è somma- mente elegante e pittoresca nel

 

 

pag diario IX-0084

pag diario IX-0084bis

 Giappone 2 pag 84 

Fujiyama  1 - VIII - 23

 

ostume un po’ diverso dalle altre zone. Arrivo col buio a Otsuki e alle 7.50 parto per Tokyo dove arrivo alle 11, scortato fino a casa da una luna magnifica.

 

 

 

 

 

 

 

foto 02860

foto 02864

foto 02867

foto 02869

foto 02870

foto 02871

foto 02872

foto 02973

foto 02874

foto 02876

foto 02879

foto 02880

foto 02881

pag diario IX-0085

 Giappone 2 pag 85 

Tokio  2 - VIII - 23

 

Vado con l’Ambasciatore d’Italia a visitare i dintorni del castello imperiale e un negozio di pitture e stampe Giapponesi. Poi fino a sera giro per negozi e bazar e botteghe di antiquari e curiosità. - A sera vado con l’Amb.[asciatore] a un ristorante nativo dove mangio accosciato sulle stuoie su un cuscino col tavolinetto basso e la cucinetta portatile, servito da 3 fanciulle graziose e premurose che alla fine mi conducono a visitare l’albergo caratteristico. Alla notte spedisco il bagaglio a Yokohama. Fa un caldo umido poco sopportabile.

 

 

pag diario IX-0086

 Giappone 2 pag 86 

Yokohama. Kam.[akura]  3 - VIII - 23

 

Alle 6.30 lascio la detestabile Tokyo nell’auto dell’Ambasciatore d’Italia guidata da lui in persona. In quasi 3 ore percorriamo la breve distanza. Dovevamo arrivare a Kamakura1, ma una tale velocità ci sconsiglia. Allora mi fermo, fisso il posto su l’Empress[?] of Canada diretto a Vancouver. Sbrigo tutte le pratiche di consolato[?]. (Conosco il nostr.[?] C. G. Com. Alfredo Gasco[?]) Nel pomeriggio parto alle 14 per Kamakura dove arrivo alle 14 45. [...] Un viale di pini mi porta al tempio di Hachiman dedicato a Hojin Tenno3 (il Marte Giapponese, imperatore deificato ([...]) È di stile Ryobu Shinto, ed è preceduto da un cortile con un bello stagno di loti bianchi fioriti in pieno. Ha una piccola collezione di armi in onore del Dio e armature e reliquie del famoso Shogun: Ieyasu Ieyasu. Il Kencho-ji è melanconico[?] con qualche fine scoltura, ha dietro un colle come ne sono tanti a scarpata nei[?] dintorni[?] con pini a braccia nodose.

 

 

pag diario IX-0087

 Giappone 2 pag 87 

Kamakura  3 - VIII - 23

 

Rifaccio il viale di pini e presso la (portale[?] giapp.[onese]) stazione prendo il tram per Hase. Qui scendo e infilo la strada fiancheggiata le botteghe e con qualche albero nascondente 2 templi dei quali si vede il pesante tetto di paglia, spessa. Arrivo così al recinto del Gr.[ande] Daibutsu2. Un cortile-viale con alberi e al termine una prima piattaforma che da adito a una seconda dove è posta l’enorme statua di Budda – Amida dal viso enigmatico, famosa nel mondo di un colore bigio verdigno con gli occhi appena dorati con davanti al gradino un vaso enorme con altissime foglie e fiori di loto in bronzo. Giro dietro la statua e lateralmente dove c’è una casetta e un portico entro nell’interno, salendo fino alla scapola dove si aprono due finestrelle che guardano sul giardino di cigliegi a prato con intorno colli alti, alberati, chiudenti la valletta di cui la piattaforma del D.[aibutsu] segna la fine. un’ansa. Ritorno a Hase e Sakanoshita

 

 

pag diario IX-0088

 Giappone 2 pag 88 

Kamakura  3 - VIII - 23

 

e esco sulla spiaggia Yuigahama, la più chic del Giappone. Qui si stende un bell’arco di sabbia terminante[?] da una parte da un bello scoglio frastagliato di pini e aperto dall’altro lato con bella vista sulla penisola di Yokosuka. Le onde della baia di Sagami vengono alte a infrangersi e perdersi sulla sabbia dove centinaia di giapponesi di ogni sesso e età si bagnano. Infinite baracche coronate da infinite bandiere garrenti sono sulla spiaggia e dietro loro troneggia l’hotel Kaihin. Mi diverto a vedere i bei costumi le nudità, i bimbi, e quella folla festosa di razza così dissimile da noi. Più tardi lascio la spiaggia e prendo il tram per Katase2, preceduto da un bello scoglio. Una stradetta del villaggio guarda sulla lingua di spiaggia e il ponte che unisce terra con

 

 

foto 02882

foto 02283

foto 02884

foto 02885

foto 02886

foto 02887

foto 02888

foto 02889

foto 02890

foto 02891

foto 02892

foto 02893

pag diario IX-0089

 Giappone 2 pag 89 

Enoshima  3 - VI - 23

 

l’isoletta di Enoshima. (Prima salgo al tempio Rijukoji donde ho una bella vista sui due versanti della piccola penisola: l’uno nel’arco di spiaggia verso Kamakura, l’altro tra graffi di [...] verdi sulla baia acquata[?], grandiosa di Sagami con lo sfondo della penisola di Izu dominata dietro dal lontano ma radioso Fuji. E vicino il fiume che vien[?] di Fujisawa ed è passato da lunghi ponti caratteristici e popolato di barche e velieri dalla forma strana, propria di questi paraggi.) - Arrivo alla lingua di sabbia dove comincia il ponte, [...] mi spingo fino all’acqua rasentando il fiume dove pescatori cercano sul fondo, e nereggiano con le barche nel controluce. Sul ponte passano giapponesi uomini e dame [?] donne profilati sulle stecche esili del ponte contro il cielo con i bei costumi, mentre il vento

 

 

pag diario IX-0090

 Giappone 2 pag 90 

Enoshima  3 - VIII - 23

 

indiscreto apre i kimoni denudando le belle gambe dorate fino al crespo rosa o rosso della sottoveste. Passano [...] pellegrini che dopo la visita al M. Fuji vengono qui alla grotta di Benten che credono in comunicazione con le viscere del monte. La sfilata è fantastica nella luce falsa[?] della sera col riflesso di 2 mari l’uno chiaro di tramonto[?], l’altro cupo con le onde bianche sollevate dal vento infido. Salgo sul ponte che per una lunghezza di quasi un chilometro mi porta all’isoletta sacra. All’isola c’è una casa da tè dove si possono prender bagni di mare[?] e poi[?] su contro il pendio un accatasta- mento di casette-scatola dove si serve il tè e nei giorni di festa comitive di giovani e gheishe vengono a divertirsi e cantare sul ritmo del mare.

 

 

pag diario IX-0091

 Giappone 2 pag 91 

Enoshima  3 - VIII - 23

 

Quell’accatastamento di casette linde circondate di pini a schermi di carta e cannucce di gabbie con ballatoi ha del fantastico e del grazioso, invita. Una via sale erta fra due fila di botteghe bazar dove si vendon oggetti di madreperla, scolpiti e cesellati [?] a pesci[?], uccelletti: animali vari, portasigarette, tartarughe volpi, bamboline, corone[?], rosari scatole portasigarette, ninnoli di ogni sorta finiti con una cura sorprendente. Vendono ventagli dai colori delicati mai visti, madrepore, spugne vitree[?], coralli e ogni curiosità pescata nel mare. Enoshima è l’isola della madreperla. Vendono conchiglie con la perla già formata o in formazione. - Statuette di gesso dipinte, comune una di una donna gravida che dolora e suda mentre una grassa megera[?] le tocca il ventre turgido.

 

 

pag diario IX-0092

 Giappone 2 pag 92 

Enoshima  3 - VIII - 23

 

Statuette, ciotole ecc. in legno, dipinto o no, e ogni sorta di curiosità che tentano. Al termine della via, dove parecchie casette da tè con giardinetti ombrosi, misteriosi attendono i passanti c’è una gradinata muschiosa con[?] portali che guida[?] alla vetta del colle, dove sorge nell’ombra di alberi il tempio si Benten. La vista dal colle sulla baia col sole che si affonda nelle sabbie[?] d’oro, col mare che splende di puro argento, con i profili di colli neri con filari[?] sfumati di nebbia e il sacro Fuji dai fianchi ampi di una linea [...] domina il tutto [...] in una cornice di pini stormenti nella brezza forte del mare, è indimenticabile, stupisce come cosa sognata e assurda Nel tempio vicino suona il Gong, e io immagino la Dea della musica che

 

 

pag diario IX-0093

 Giappone 2 pag 93 

Enoshima  3 - VIII - 23

 

canta invisibile su quest’isola di delizia. E le donne graziose che passano, e i pellegrini bianchi e gli uomini rudi[?] nei chimoni scuri non sono che forme evocate, io mi sento solo e ascolto il suono incomparabile della Biwa magica e il canto della dea che scese all’isola incantata dove in una grotta un drago esigeva in pasto i bimbi dal vicino paese di Koshigoe e lo sposò calmando la sua crudeltà. La leggenda è certo collegata a qualche fatto tellurico. Passo[?] boschetti vado sull’orlo della scogliera donde si domina il mare seminato di linee di scogli madreporici, e un sentiero mi guida alla grotta del dragone di cui sopra. la grotta è fosca e ampia, non molto profonda e il mare vi cola[?] dentro la sua furia[?] e mi canta le canzoni placide nella notte di luna.

 

 

foto 02894

foto 02296

foto 02897

foto 02898

foto 02899

pag diario IX-0094

 Giappone 2 pag 94 

M. Yokohama  3 - VIII - 23

 

Assisto al tramonto dietro al Fujiyama Ritorno, passo[?] il paesetto fino a Katase1. Il villaggio ha sempre un aria di festa con case di caffè e pasticcerie e gelaterie in movimento. Vado in tram al villaggio di Fujisawa e da qui prendo il treno per Yokohama dove arrivo a notte, alle 8. Dopo un buon pasto vado al teatro giapponese, dove c’è varietà con canti e danze di gheishe, danze di lance e spade di guerrieri singoli. Tra il pubblico e gli artisti ci sono scambi di frasi che fan ridere tutto l’uditorio. Mi diverto assai, anche osservando il pubblico che si diverte. - La strada dei teatri di notte è animata con le botteghe aperte fino a tardi e le aste imbandierate e pavesate[?] come una gran festa eterna. Ricorderò sempre i riflessi delle luci sugli ampi canali scuri e le casette aperte che mostran[?] alla strada le scene intime. F.

 

 

pag diario IX-0095

 Giappone 2 pag 95 

Yokohama  4 - VIII - 23

 

Stamane mi dispongo a partire con l’Empress of Canadà, ma per un errore di un impiegato di Cook resto a terra con grande dispetto e dolore. Sono per qualche attimo furente, poi disperato perché perdo inutilmente parecchi giorni e avevo pregustato di lasciare per sempre il Giappone per la nuova terra. Tutto il giorno resto all’albergo e sono triste, lavoro assai di ragionamento per rasserenarmi e per persuadermi che infine non c’è nulla di male. Anzi ho tempo di studiare un po’ ancora il Giappone. - F

 

 

pag diario IX-0096

 Giappone 2 pag 96 

Yokohama  5 - VIII - 23

 

Mattinata domenicale, noiosa. Nel pomeriggio vado in Casa Andreis dove si fa un po’ di musica, e con lui e Castellini[?] in auto ci [...] ci rechiamo alla spiaggia di Tomioca1, una piccola insenatura sepolta fra 2 promon- tori a boschi di aspetto tropicale, con una breve spiaggia un po’ sassosa. Alcune casette per villeggianti sono semi nascoste nella penombra umida. C’è della bella gente, europea. C’è un’argentina esile e carina. Torniamo che è quasi buio, e ci siamo trattenuti a pranzo dai Signori Andreis. Conosco la signora che suona eccellentemente il piano. Così dopo pranzo si fa un po’ di concerto, piano e violino sì che si dimentica di essere in Giappone e par di essere in un salotto Italiano. Mi pare di sognare. F.

 

 

pag diario IX-0097

 Giappone 2 pag 97 

Yokohama  6 - VIII - 23

 

Alla mattina vado a Omori1, un caratteristico villaggio Giapponese con un alberghetto pieno di pace dove abita il mio nuovo[?] amico Castelli Giuseppe, venuto per affari al Giappone. Pranzo con lui e con lui visito la scuola di automobili e teoria di aviazione di Tayama2. Ritorno alle 15 a Yokohama e alle 16 esco con Andreis con un suo canotto per visitare il porto, quindi costeggio la riviera di Sud di colline verdi e scogli con qualche casetta e padiglioni e una pagoda profilata in vetta[?], insenature e spiagge popolatissime di bagnanti giapponesi. Arriviamo così poco a poco nella luce del tramonto a Tomioca. Qui con mia sorpresa mi sento chiamare da un signore

 

 

pag diario IX-0098

 Giappone 2 pag 98 

Yokohama  6 - VIII - 23

 

argentino che mi ha riconosciuto. È segretario alla legazione argentina e mi presenta il suo ministro e la signora sua e del[?] ministro. Conosco anche la bella argentina di ieri e si resta un po’ insieme a parlare della terra lontana e di Buenos Aires e dei bei giorni passati. Essi parlano l’italiano, così si parlano le due lingue che forse danno a entrambi la stessa nostalgia. Il tramonto è stupendo, quando ripartiamo con grandi saluti da terra una raggera blu scura è nel cielo che si imporpora ed è tesa su tutto l’arco dall’uno all’al- tro orizzonte. Alcuni cirri passano tutti i toni cangianti dall’arancio al rosso litio, e mentre l’ombra è già scesa sul mare e sui colli scuri un cumulo gigante, avviluppato in veli più

 

 

pag diario IX-0099

 Giappone 2 pag 99 

Yokohama  6 - VIII - 23

 

tenui si veste dei più bei colori dall’albicocca all’amaranto, conservando entro le sue pieghe e le volute la luce del sole già tramontato. Il mare livido già si tinge dei riflessi del cielo che non vuol spegnersi e diviene di sangue. Uno stupore beato si impadronisce dei sensi e mentre il canotto fila attraverso la baia, ripenso alle cose più dolci d’Italia e d’Argentina. - Alla sera vado al Cine a vedere films giapponesi, accompagnati da dialogo e canti e musica che rende le film viventi. È uno spettacolo strano e deliziosamente giapponese, con avventure di antichi samurai. - Dò una capatina allo Yoshiwara, passo un ponte su un fossato lurido dove i lumi delle vie si riflettono innumerevoli e

 

 

pag diario IX-0100

 Giappone 2 pag 100 

Yokohama  6 - VIII - 23

 

entro nel recinto del quartiere dell’amore a pagamento. (E quale amore non è a pagamento?) Vi sono case tutte in legno dall’aspetto di grandi chalets, col portale a tetto curvo che adduce in un atrio con ballatoio sospeso che precede[?] un cortile a giardinetto giapponese con lanterne e funghi[?] di pietra, sacri piante nane e laghetti coi pesci d’oro. Sulla strada la facciata è tutta a sbarrette di legno, la metà sinistra è aperta ma vuota, lascia vedere gli schermi della gabbia dove una volta stavano le cortigiane esposte in pubblico e gli schermi sono dipinti graziosamente a paesag- gi e figurine giapponesi. Nel centro sulle stuoie sono messi due alberelli[?] nani in vasi su tavolini e piedistalli di lacca nera. Le cortigiane ora sono nell’altra

 

 

pag diario IX-0101

 Giappone 2 pag 101 

Yokohama  6 - VIII - 23

 

gabbia chiusa da schermi verso il pubblico. Si entra nell’atrio e si presenta la gabbia con le cortigiane [...] in vari kimoni di crespo a fiorami con un colore di fondo che varia di casa in casa, ma è eguale per quelli di una stessa gabbia. Davanti alle cortigiane colle labbra dipinte e il viso incipriato talune coi denti dorati e unguento[?] d’oro sulle labbra, sta una scatola di lacca con tutti gli arnesi di toilette e lo specchio. Le pareti di carta sono tutte dipinte a paesaggi leggeri. Le ragazze sorridono, scherzano sempre composte con le mani abbandonate sulle ginocchia. Qualcuna è seria e non ride e non scherza mai. Qualche volta una si alza e viene a stringer la mano o a[?] dire[?] qualcosa di incomprensibile. attraverso lo schermo ignobili

 

 

pag diario IX-0102

 Giappone 2 pag 102 

Yokohama  6 - VIII - 23

 

genti di ogni condizione, e persino[?] bambini vengono a curiosare, e sulla porta stanno uomini per conchiudere l’affare con chi vuol comprare un po’ d’amore, e discutono a lungo, calmi, calmi sul tempo, sul prezzo sulla bibita che devono portare e su un monte di dettagli che da noi sembrerebbero detti in burla. Questi ruffiani prendon per le maniche i giovincelli che esitano e li trascinano dentro, oppure esaltano ad alta voce le tradizioni della casa. Sulla loggetta superiore stanno le megere del servizio interno, le inservienti del mercato d’amore. Ogni casa ha il suo carattere, il suo colore, col legno tirato a lucido o dipinto, con l’illuminazione diafana e belle lanterne alla porta. Quando a una certa ora del

 

 

pag diario IX-0103

 Giappone 2 pag 103 

Yokohama  6 - VIII - 23

 

pomeriggio la casa si apre al pubblico, un inserviente passeggia per cortili, stanze e corridoi con una corona di zoccoli infilata su una corda, e questo per ottenere come un voto perché vengano molti clienti; poi sulla porta mettono 2 mucchietti[?] di sale a destra e sinistra per propiziarsi gli dei e tener lontani i mali. Poi nel tempietto annesso ad ogni casa si fa una piccola devozione con offerta. Le cortigiane si comprano dalle famiglie bisognose con contratti regolari che durano qualche anno. Il corredo viene pagato dal padrone ma la ragazza se lo ripaga a poco a poco a prezzo della sua vergogna. Il proprietario cerca di far indebitare la ragazza per tenerla schiava e legata alla casa più del termine del contratto. Tra le case di piacere ci sono anche

 

 

pag diario IX-0104

 Giappone 2 pag 104 

Yokohama  6 - VIII - 23

 

dei bars e ristoranti con kellerine1 in kimono che non offrono nulla più delle bibite o pietanze. Vi sono dei tiri al bersaglio e giochi di svago; piccole botteghe di frutta o gelati. Vi sono per le strade non infrequentemente delle famiglie con donne e bambini che vanno a vedere lo Yoshivara come andrebbe da noi a vedere la fiera. Altra gente che passa per traversare da un quartiere all’altro e far più presto. Lo Yoshivara è un quartiere grande a [...] angoli retti[?] tutto cintato con guardie alle porte, ma è libero a tutti l’ingresso. Così non è raro vedere automobili con europei e americani che per curiosità vengono e conducon anche le signore e le signorine fin dentro le case a contemplare la strana istituzione e le povere cortigiane nel loro assetto di battaglia. F

 

 

pag diario IX-0105

 Giappone 2 pag 105 

Yokohama  7 - VIII - 23

 

Visito di giorno la via dei teatri. Nella sera Nel pomeriggio parto col treno di Gotemba e vado ai piedi del Fujiyama. Da Gotemba in auto a Subashiri donde pochi giorni fa partivo per il Fuji a cavallo e quindi a Kagosaka, dove arrivo a sera e faccio in tempo a prendere forse l’ultimo trenino caratteristico, minuscolo per Kami Yoshida. A Yoshida vado all’alberghetto giapp.[onese] di villaggio chiamato Osakabe, dormo mangio alla bell’ e meglio delle cose che bruiano[?] tutta notte e mi fan sognar[?] grosso; dormo [...] alla giapponese su delle stuoie un materassino gettato sulle stuoie, ed ho intorno a me altri clienti e donne che dormono nelle luci fioche di piccole lanterne di carta, alcuni con la coperta tirata sopra la testa, altre col seno e le spalle scoperte

 

 

foto 02913

foto 02914

foto 02917

foto 02918

foto 02919

foto 02920

pag diario IX-0106

 Giappone 2 pag 106 

Yoshida  7 - VIII - 23

 

e qualche pezzo di gamba bianchissima uscente nuda dalla coltre pesante, nonostante il freddo che punge. Forse non è tutta colpa del cibo se dormo agitato. Alcuni giorni fa in questo stesso hotel ho preso il bagno con gli altri clienti donne e uomini in mastelli messi vicini in un cortile, ed ho potuto contemplare quegli esseri nudi come li ha creati Iddio bagnarsi e mischiarsi senza il minimo turbamento di pudore sì da farmi sembrare un collegiale. Io non so se neppure con gli anni noi potremmo abituarci a queste spettacoli scene che turbano[?] e pare lascino indifferenti i giapponesi. In questo albergo passano pellegrini ricchi e poveri che si recano al Fuji ed è assai animato e interessante di questa stagione. F

 

 

pag diario IX-0107

 Giappone 2 pag 107 

Laghi del Fuji  8 - VIII - 23

 

Al mattino all’alba mi svegliano e poco dopo prendo il treno minia elettrico in miniatura e mi reco a Funatsu1. Fa un freddo pungente e il cielo è sereno. Il Fuji sorride e giganteggia nel sole mattinale, che si propaga dalla vetta[?] alla luce e arriva rosata fino a noi. Il lago di Kawaguchi è tetro così di buon mattino. Nei suoi pini che ornano la riva Nord cantano innumerevoli uccelli. Una nebbia a pelo d’acqua si leva e fuma dorata da un riflesso di sole che scende dalla volta gloriosa del cielo. Intorno al Fuji rotolano fiocchetti di nubi; il vento soffia terribile sulla vetta e qualche raffica arriva giù fino sulla nostra bassezza sì che il lago si increspa. Riesco a trovare un battello che mi porta con lentezza esasperante a Nagahama

 

 

pag diario IX-0108

 Giappone 2 pag 108 

Laghi del Fuji  8 - VIII - 23

 

Corro attraverso il passo di Toruzaka[?] per riguadagnare tempo e arrivo al lungo e poco interessante lago di Nishinoumi dal quale il Fuji non si vede così pieno e imponente come dal primo. un’altra oretta di battello mi porta a Nemba dove un’ auto mi porta in breve attraverso foreste imponenti al laghetto di Shoji delizioso con un albergo tipo svizzero che è la sola stonatura del paesaggio. Arrivato alle 10, prendo qualcosa di colazione, scendo al laghetto fra gli alberi secolari, la penisoletta deliziosa[?] in un silenzio di pace e d’incanto. Dalla riva N.[ord] in una cornice di fronde ad aghi[?] scuri di pini appare il profilo del Fuji che nella luce meridiana è divenuto luminoso ed etereo. Vedo la sua immagine nell’acqua cheta del lago non disturbato dalla più piccola bava di vento. So che è l’ultima volta che vedo il Fuji così e resto pietrificato a guardarlo perché

 

 

pag diario IX-0109

 Giappone 2 pag 109 

Laghi del Fuji  8 - VIII - 23

 

voglio che non esca più dal mio cuore. Voglio che resti un’ immagine che mi leghi per sempre al Giappone come non han saputo legarmi i suoi uomini. Mi levo dopo una lunga estasi e riparto per il ritorno, mi faccio portare in vettura fino a e godo ancora la [...] e a mezza via mi fermo per scorazzare un poco nella foresta dove la voce si perde in un silenzio di secoli - Rifaccio tutto il cammino fino a Funatsu dove compero della frutta per sfamarmi e col terribile trenino raggiungo Yoshida e in un’ora di automobile in 3 ore Otsuki1 la stazione a me già nota. Un treno mi porta in 4 ore a Yokohama, dove arrivo verso le 8 di sera freschissimo. Un po’ di musica dell’hotel durante il pranzo mi risuscita ed esalta le immagini del giorno che saranno per me indimenticabili. F.

 

 

pag diario IX-0110

 Giappone 2 pag 110 

Yokohama  9 - VIII - 23

 

Caldo atroce, umido, deprimente. Nel pomeriggio alle 16 vado con De Andreis e un ... alla spiaggia di Tomioca1 dove prendo un bagno nel mare tiepido, e nuoto a lungo instancabilmente. Rivedo gli argentini e riprendo il tema interrotto due sere prima. - Alla sera sono a pranzo dai signori De Andreis, che mi Castelli, Bertazzoli e ... Ascoltiamo ancora un po’ di musica nostra e dimenti- chiamo ancora per una sera di essere nel Giappone amusicale. F.

 

 

pag diario IX-0111

 Giappone 2 pag 111 

Yokohama  10 - VIII - 23

 

Giro un po’ per Yokohama per le ultime compere. Rivedo di giorno i canali che di notte sono così fantastici e di giorno sono putridi10 Vado a Tokyo per comperare incenso ma scappo via subito dalla città che mi respinge. - Alla notte ritorno allo Yoshivara con un signore pratico e penetro fino nell’interno osservando la vita costernante[?] delle cortigiane, che sono come in una pensione. C’è chi scrive su un tavolinetto sulle stuoie, inginocchiata alla maniera loro con il rosso[?] kimono abb pero[?] sciolto come in certe stampe artistiche. Alcune vengono a corteggiarci con certe arie da gran dame[?]! ed hanno una mimica deliziosa molta compostez- za, che le rende più graziose. Rientriamo presto all’hotel. F.

 

 

pag diario IX-0112

 Giappone 2 pag 112 

Yokohama partenza!  11 - VIII - 23

 

Oggi lascerò il Giappone. Al mattino visito la via dei teatri e faccio alcune fotos al Y.[oshiwara] I miei bagagli sono chiusi e pronti. A mezzogiorno pranzo con Castelli Giu. con Bertazzoli e un certo Battaglia che è qui anche per le sete. Si parla di sete, di commercio e dell’Italia, ma io mi devo alzare per avviarmi al piroscafo verso l’una e mezza. Viene de Andreis con la sua vettura e mi accompagna con gli amici al molo dove il Mek Kinley della Admiral Line, tutto dipinto di verde, con gli alberi a[?] ponte antiestetici attende, con la mole enorme da grande transpacifico. Ho un passaggio di 3a emigranti. Ci vuole la mia faccia tosta per entrare nel ponte di stiva fra compagni di

 

 

pag diario IX-0113

 Giappone 2 pag 113 

Partenza d Yokoh.[ama]  11 - VIII - 23

 

viaggio Cinesi di infima classe, neri o mezzi coloni di Manilla e pochi giapponesi Prendo il mio letto in Stiva e me ne infischio del mondo. Alle 15 il piroscafo fischia e si levano le passerelle che uniscono a terra. Tra i passeggeri [...] e quei di terra si scambiano stelle filanti come un ultimo legame fragile. E di su e a terra si tengono i capi e man mano[?] che il piroscafo si allontana qualche legame si sfascia e cade volando. È un filo che si rompe, è un singulto che nasce. Il piroscafo si scosta s’avvia frullando con le eliche poderose. I legami fragili si spezzano uno a uno e volano mollemente nell’aria, ancora si scambiano gli altri[?] saluti da lontano. Io non ho legami col[?] Giappone eppure sento un’angoscia come se lasciassi una terra amata. È ancora un sogno che svanisce. Molti grossi piroscafi fumano nel porto, un altro si stacca appena dopo di noi

 

 

pag diario IX-0114

 Giappone 2 pag 114 

Partenza d. Giappone  11 - VIII - 23

 

Yokohama si profila bassa mentre un nembo offusca il sole e getta un’ombra gelida sul mare e sulla città. Passiamo nella tenaglia dei moli e entriamo nell’aperta baia e costeggiamo sì che vedo profilarsi vicino le spiagge conosciute e il colle selvoso di Tomioca1. Yokohama si perde, appaiono le navi piatte da battaglia schierate fuori da Yokosuko2. Molti velieri, barche e cutter signorili ci tagliano la rotta Poi appare un promontorio della riva opposta della baia che par chiudersi dove affiorano 3 isolette [...] sul cemento con cupole corazzate, e un tetto di erba verdissima in tanta aridezza di cemento e corazze. Delle onde invisibili per la loro lunghezza cominciano a dare un leggero beccheggio. Poi la riva di W[est] dopo il Capo Kannon Zaki3 il capo dove c’è il famoso monumento a Perry si allontana e finisce all’isoletta di Yogashima4. Allora accostiamo alla penisola di Boso fino al Capo Sunosagi dove biancheggia un faro. Giriamo in tondo attorno alla punta più meridion.[ale] C. Nigima

 

 

pag diario IX-0115

 Giappone 2 pag 115 

Lasciando il Giapp.[one]  11 - VIII - 23

 

dove c’è un villaggio appena visibile e una serie di fuochi che mandano alle colline verdi il loro pennacchio triste, poi variamo ancora rotta scostandoci di traverso[?] dalla penisola che sfila ai nostri occhi mentre il cielo cala, cala nelle nebbie affumicate. Come nella baia ci seguivano i cutter eleganti, qui ci taglia la rotta delle barche giapponesi a velacci quadri [Disegno] che fuggono verso terra prima che le tenebre le raggiungano e son velocissime. Il sole è scomparso, il mare è color bigio con riflessi gialli del cielo che si spegne. la terra con le collinette boscose, molteplici, con una velatura in basso di umida nebbia delle onde frangentesi si perde a poco a poco nella sera che avanza rapida. Io sono incollato al parapetto della nave e dentro me la musica del finale del 2° atto della Butterfly canta e piange. Quella terra che scompare è il Giappone che forse non vedrò più, quel Giappone che mi ha colmato l’animo di sensazioni così contrastanti

 

 

pag diario IX-0116

 Giappone 2 pag 116 

Lasciando il Giapp.  11 - VIII - 23

 

Sono la curvato sulla balaustra di poppa sopra le eliche poderose che muovon vortici di giada. L’oceano ci viene incontro nella notte col suo respiro vasto e calmo di onde larghissime[?]. E la terra non è più che una parvenza. Addio! Addio! La notte copre ogni cosa e poco a poco; ma una linea velata di lumicini segna ancora i [...] villaggi ed io immagino le scene che conosco delle casette giapponesi, e ancora per poco mi dimentico[?]. Poi l’occhio stanco di scrutare non percepisce più nulla che un cerchio [...] albigno[?] al confine di due oscurità impenetrabili - F. (Dicevo: forse verrà un giorno che amerò il Giappone, ebbene quel giorno è già venuto!)

 

 

foto 02917

foto 02918

foto 02919

foto 02920

Cerca

foto-lato-02046