diario I: dall'Italia al Ceylon 1 

pag diario 01

Antonio Locatelli

-----------

Diario

del

mio viaggio

intorno al mondo

-----------

Iniziato il 20 Gennaio 1923

Terminato il “

 

Note succinte senza grammatica, prese in piedi, in carrozza, a cavallo in ritkshow, in piroscafo, e in treno - corredati di schizzi gettati sulla carta in brevi ---

 

pag diario 01

 dall'Italia al Ceylon  pag 1 

Bergamo- part. 20 gennaio 1923

 

Alle 15 30 comprimendo nel cuore un tumulto di gioia e di angoscia grande parto per il lungo viaggio nel mondo straniero, verso solitudini misteriose.

Mia mamma e la sorella mi accompagnano alla stazione senza una lacrima ma sento che hanno il cuore greve come me.

Sono stupito che la partenza mi sia semplice, facile come per un breve viaggio. Ricorderò sempre di quando il treno si mosse e mia madre e la sorella si allontanarono raccolte in un dolore muto, senza più voltarsi.

La mia città natale sfila e scompare coi colli della mia nostalgia giovanile. Il mio pensiero si raccoglie devoto e non trova parole ne lacrime per esprimersi; poi vola lontano verso le mete lontane e si domanda se potrà raggiungerle e superarle.

Tristezza, ansia e curiosità sono in me e mi accompagnano.

Mi fermo qualche ora a Milano e vado a trovare il mio amico Donati Petteni. Viaggio tutta la notte.

 

 dall'Italia al Ceylon   pag2 

Viaggio Brindisi 21 - I - 23

 

I posti dei miei legami estivi sfilano tutti sulla costa adriatica Rimini Porto San Giorgio Francavilla ma mi pare di non riconoscerli sono troppo lontani. Penso alla spiaggia di Bellaria  e a mia madre guardo il mare che mi porterà così lontano.

 

Il viaggio sul treno quasi --- è insopportabilmente lungo.

Alla sera alle 18 sono a Brindisi dove fa freddo con un po' di acquerugiola.

 

All’hotel International attenderò il piroscafo-

 

pag diario 01

 alt=

 dall'Italia al Ceylon   pag 3 

Brindisi 22 - I - 23

 

Passo un giorno di noia freddolosa a Brindisi un giorno svogliato e inutile. Inizio la lettura del libro "Per l’Italia degli italiani" di D’Annunzio e prevedo che lo leggerò d'un fiato con passo dell'assalto e lo comprenderò come un canto della mia stessa anima ---

Pioviggina e le vie della città sono impiastricciate di fango-

 

 width=

 dall'Italia al Ceylon   pag 4 

23 - I - 23

 

Oggi mando gli ultimi saluti a quelli che lascio attendo il piroscafo senza impazienza come combattuto tra un rimpianto e un desiderio -

Quando calano le tenebre --- dalla mia finestra donde spio vedo entrare in porto i tre lumi fissi dell’alberatura della nave silenziosa -

Mi imbarco -

Alla mezzanotte la nave esce dal porto tra i due piccoli fari rosso e verde che soli rompono la tenebra fitta specchiandosi sull'acqua livida che pare di neve sciolta fa freddo ma io sono sul ponte a rendere il saluto silenzioso alla patria che scompare nel buio come al di là della vita

Penso a mia madre a mia sorella ad altro amore che lascio ed ho un nodo che non si scioglie nella gola angosciata.

 

(Il vapore ha nome Trieste ed è del Lloyd triestino Canard. Capitano Quarantotto).

 

pag diario 01

 alt=

 dall'Italia al Ceylon   pag 5 

Mediterraneo 24 - I - 23

 

Il mare è tutto il giorno increspato di onde bianche e dalle spruzzaglie sollevate dal vento freddo tormentoso.

Al mattino sfilano quattro nevose vette albanesi e greche l'isola di Corfù ed altre che si perdono nella notte.

Notte gelida e colma di luna - 

 

 

 

pag diario 01

 dall'Italia al Ceylon   pag 6 

Mediterraneo 25 - I - 23

 

Mi risveglio col sole gioioso vado in coperta a vedere i monti nevosi della Messenia.

A mezzogiorno lasciamo il Capo San Gallo.

A sera tramonto d'oro su mare agitato da grandi onde il vento ha soffiato tutto il giorno fischiando sui cordami.

A notte si leva la luna e illumina l'isola di Creta coronata di nevi, sormontata dalle orse -

 

 

 

pag diario 01

pag diario 01

 dall'Italia al Ceylon   pag 7 

Mediterraneo 26 - I - 23

 

Tempo sereno con poche striature studio sempre.

Leggo il finissimo dramma di R. Tagore "Citra" scritto con un arte sconosciuta ai nostri d’occidente.

Faccio amicizia con i missionari che sono a bordo e si recano in Cina.

Al meriggio il mare si agita con belle onde incantevoli nel loro gioco che mai non stanca.

A sera un bel tramonto mi da godimento ineffabile: le nubi dell'orizzonte a fondo nero azzurro con spazi di un sereno smeraldino inghiottono il sole e si illuminano sulla ferita lasciata da esso come una --- --- --- da cui sprizzi nella notte una raggiera stupenda.

Un ufficiale della radio che è a bordo dell'argentina mi riconosce mi porta e si passano ore a ricordare i bei tempi di Buenos Aires e  parlare della nostalgia del mondo

 

pag diario 01

pag diario 01

 dall'Italia al Ceylon   pag 8 

Mediterraneo 27 - I - 23

 

Giornata grigia -

La vigilia di toccare terra mi tiene in aspettativa -Scrivo i primi saluti d’oltremare per domani a notte comincio a vedere i primi fari di terra poco dopo la mezzanotte il piroscafo entra a Porto Said ed è circondato dal vociare dei neri e vive la vita di stridore mentre si prepara a caricare il carbone e scaricare merce - 

 

 

 

pag diario 01

 alt=

 dall'Italia al Ceylon   pag 9 e 9 bis 

Egitto 28 - I - 23

 

Alle 5 del mattino sono in piedi esco e trovo la primavera mattinale.

La statua di Lessepo sul molo all’entrata del canale di Suez giganteggia nell'alba. Scendo a terra alle 7 visito Porto Said delle casette strane --- e alle 8 parto in treno per il Cairo.

Esulto ammirando lo strano paesaggio di laguna e sabbia dalla sinistra costeggiano il canale (di 75 metri arginato ---) --- palmiteri delle carrube uno stormo di beccaccini bianchi e qualche upupa e  corvi e gazze. Entro nella --- fertile verdeggiante su canali fangosi e strade costeggianti villaggi di fango e paglia con i finimenti delle povere moschee e molta sporcizia gente in strani costumi con rudimenti di turbante lavora nei campi con qualche cammello che tira --- l'aratro gli asinelli che servono da cavalcatura e porta some  buoi gibbosi attoniti neri. Nella stazione --- egizi dal --- appiattito e gli occhi mandorlati --- sul monte bianco --- gente povera e gente ricca dall'aria di gran signori

 

pag diario 01

pag diario 01

pag diario 01

pag diario 01

pag diario 01

italia-vol-I-00010bis

 alt=

 dall'Italia al Ceylon pag 10 bis e 10 

Egitto 28 - I - 23

 

ebrei, gente civile, militari sacerdoti,

numerosi fez e abiti di seta a colori.

La fertilità del suolo sempre più manifesta prelude il Nilo. I primi villaggi di sobborgo scorgo lontanissime ancora le piramidi e dopo breve arrivo al Cairo - 

Una rapida corsa attraverso la città babelica --- il museo famoso attraverso i ponti giganteschi sul Nilo e sul ramo di W. e mi avvio per la strada e il lungo viale alle piramidi di Guiseh (ho noleggiato un auto per tutto il giorno).

Il Nilo è gremito sulle rive di barche a vela leggere. Non --- una certa emozione --- le acque maestose che da millenni contano nella storia umana.

Pianure sconfinate si individuano a distanza infinita, deserte, affocate stagioni abbondanti delle acque straripate e capanne di gente di bronzo e le palme dattifere alte e immobili nella canicola. --- --- bianche di bacche mature di sole e di luci mortali -

Arrivo alle piramidi verso il mezzodì e pranzo rapidamente in un ristorante

 

pag diario 01

pag diario 01

pag diario 01

pag diario 01

diario italia-vol-I-00011

 dall'Italia al Ceylon  pag 11 

Egitto 28 - I - 23

 

dove si parla greco, italiano e inglese con la stessa facilità (Al Cairo c'è forte colonia italiana; a Porto Said ve ne sono 10.000). Salgo a piedi portando la sabbia calda alle piramidi di Guiseh. attorno a cui i cammelli camminano felici di calpestare il loro elemento morbido.

Davanti a quelle costruzioni titaniche mi sento piccino. Vado sul passo tra la piramide di Cheope e la seconda come in un passo di montagna, e sui massi giganti mi siedo a contemplare le ciclopiche --- e le distese delle dune infuocate.

Poi corro su per le gradinate di grandi cubi fino sulla riva di Cheope e da quell'altezza che i millenni non hanno saputo domare guardo il Nilo lontano, la città di sogno orientale infinitamente grande con i minareti aguzzi e le moschee immense i giardini e le terrazze lontane sotto il sole. Giardini e la linea del Nilo e le gradinate deserte che 

 

foto-locatelli-00016

foto-locatelli-00017

foto-locatelli-00023

foto-locatelli-00020

 

 

 

diario italia-vol-I-00012

 dall'Italia al Ceylon  pag 12 

Egitto 28 - I - 23

 

lo serrano e le sabbie --- che sembrano neve immacolata lievemente colorata dal tempo. Più lontano una gibbosità di roccia con rocce evidenti  e ai piedi grotte tombe e avanti sulla sabbia un cimitero sembra umano e un gruppo di alberi giganti abbarbicati e prosperanti nel deserto. Lontano la sabbia balla con le onde minute mezzo distrutte misteriose dove il mio desiderio

corre solo sui doni dei propri cammelli in un sogno solare.

Ma il Nilo in quest'ora meridiana di seta, con la sua fascia azzurra e le piccole vele bianche e le palme ritte nelle oasi o sulle sabbie acide con i villaggi miseri affacciati alla sponda stagliata è la cosa più bella più desiderabile. 

Scendo dalla mia altezza e mi reco alla Sfinge posta più in basso. Passo sull'orlo di scavi con tombe nelle macchie nelle quali c'è qualche coperchio ---

 

diario italia-vol-I-00013

 dall'Italia al Ceylon  pag 13 

Egitto 28 - I - 23

 

e arrivo di fronte al colosso dal viso un po' smangiato che pare un po' perso l'espressione ambigua, enigmatica che impaurisce e da a pensare come se proponesse un quesito insolubile. Le zampe sono corrose eppure visibili, il corpo si affonda nella sabbia ma sembra debba balzare d'un tratto con una sgroppata da leonessa indomita.

Intorno una folla di pellegrini venuta da ogni parte del mondo --- e chiacchiera profanamente, osa ridere e commentare qui dove solo il silenzio si impone come in nessun tempio. Un senso di ammirazione si desta in noi alla vista di tutto questo e delle piramidi elevate al culto dei morti profondamente sentito da quegli antichi che tutta la vita dedicavano ai defunti per una forma di devozione e di rispetto che noi degeneri non conosciamo più. Ci sono americane sui cammelli che mostrano le lunghe gambe

 

foto-locatelli-00016

foto-locatelli-00016

foto-locatelli-00018

 

diario italia-vol-I-00014

 dall'Italia al Ceylon  pag 14 

Egitto 28 - I - 23

 

inguainate nelle calze a traforo. Non so se l'avere delle belle gambe giustifichi di mostrarle così nelle fantasmagorie di trine candide. Forse il rispetto profondo per quei luoghi sacri mi fa pensare così, mentre il caldo che desta le vene e l'influenza dell’oriente sui sensi mi spingerebbe a essere più che indulgente. 

I cammelli passano si inginocchiano per lasciar scendere i passeggeri e quando son sferzati per riprendere gettano un lugubre versetto che rammenta l'avversione che ho io per il cammello. Anche qualche asinello del deserto arriva portando soldati inglesi sanguigni che si divertono rumorosamente delle singolari cavalcate e badano poche alle imponenti rovine. Sotto di noi ci sono altre tombe con colonne e architravi di granito rosso

 

diario italia-vol-I-00015

 dall'Italia al Ceylon  pag 15 

28 - I - 23

 

egizio. Do ancora uno sguardo all'anfiteatro grandioso col colle

pietroso e gli alberi e il cimitero poi ritorno sempre a piedi

ed entro nell'ombra delle due maggiori piramidi che si stende a distanza grande per il sole basso nel cielo afoso.

 

Al Cairo visito le due più belle moschee, antiche e severe, e quindi salgo alla cittadella con la moschea con 2 minareti esili e alti sul cielo terso. Corro per le vie della città popolare, tra donne velate e con caratteristico fuso davanti alla bocca. Tra gente di ogni razza a Eliopolis, il quartiere elegante fuori di città dove ci sono i divertimenti Sulla strada si trova il grande campo di aviazione. Mi attrae ancora la vista della città più eleganti e signorili del centro e

 

diario italia-vol-I-00016

 dall'Italia al Ceylon  pag 16 

Egitto 28 - I - 23

 

di alcune moschee disseminate qua e là. La folla variopinta, le case arabe a strisce, i negozi ricchi e i bazar caratteristici. 

Benché stanco e trasognato devo partire in treno per Suez per riprendere il piroscafo che nel frattempo terminava il suo scarico e passava il canale di Suez. In 5 ore di viaggio nel buio arrivo a Suez dove so che il piroscafo non è ancora rientrato. 

Vado a un albergo dopo un breve giro nella città notturna, poco animata e resto fino all'alba. Un vento indiavolato si leva urlando sul tetto ma si placa prima dell'alba. 

Ripenserò negli anni a ciò che oggi ho visto in fantasmagoria.

 

diario italia-vol-I-00017

 dall'Italia al Ceylon  pag 17 

Suez 29 - I - 23

 

Mi svegliano alle 5 perché il "Trieste" arriva in porto. Ho molto sonno ma esco nell'oscurità verso la banchina dove un motoscafo attende e mi porta al piroscafo. Solo quando arrivo, spruzzato di acqua marina albeggia. Nel cielo brilla Venere molto alta sul mare.

Le montagne che circondano il golfo si illuminano la luce trionfa col sole che sorge empiendomi il cuore di gioia. Ricordo ciò che ho veduto ieri e nell'alba dorata rivivo ogni cosa.

Nel porto c’è il nostro incrociatore ...che ritorna dall'aver compiuto il giro del mondo in due anni, la nostra bandiera brilla nel mattino chiaro e sventola salutata da noi. Quando il nostro piroscafo "Trieste" salpa tengo gli occhi rivolti all'Egitto come se mi dolesse di lasciarlo. Lascio cadere sull'acqua la mia iterata promessa.

 

diario italia-vol-I-00018

diario italia-vol-I-00018bis

 dall'Italia al Ceylon  pag 18 e 18 bis 

Mar Rosso 29 - I - 23

 

Ritornerò, ritornerò!

  

Catene di monti a strati verdeggianti con insenature seguono. Noi sfiliamo nel largo canale tra l'Egitto e la penisola di Sinai godendo lo spettacolo di due sponde luminose.

Verso Sinai nel pomeriggio appaiono belle montagne e pareti bianche. I gabbiani ci seguono a stormi. Le sabbie della costa Africana seducono lontane come lande di luce.

A notte nel chiarore della luna il Sinai incombe lontano, etereo poi tardi ogni terra scompare e la luna sola sta sopra l'acqua e rivela tutta la sua bianchezza irreale.

 

diario italia-vol-I-00019

 dall'Italia al Ceylon  pag 19 

M. Rosso 30 - I - 23

 

Siamo in pieno Mar Rosso. Onde larghe ci sospingono così pure il vento lieve di nord. Al tramonto si profila nera un’alta montagna dal profilo di aquila adagiata pronta a spiegare  le ali - 

Alla notte ascolto delle canzoni che cantano due asseri e una danzatrice rumena, bellissima nel suo colore bruno pallido, con gli occhi neri dalle ciglia pesanti vellutate. Cantano tutti e tre piano piano in coro, e la voce femminile ha delle inflessioni languide e malefiche come malefico è il fascino degli occhi profondi - 

Penso alla tristezza di quel popolo perseguitato ed errante che sa trovare al suo dolore accenti così belli -

 

Ho finito di leggere la filosofia religiosa di R.Tagore. Imparo che abbiamo ancora estasi sconosciute da gustare e molto dobbiamo imparare ancora sull’India bramana.

 

diario italia-vol-I-00020

 dall'Italia al Ceylon  pag 20 

M. Rosso 31 - I - 23

 

Comincia l’afa africana a serrarci la gola. Si starebbe bene nudi. L’aria è piena di vapore diffuso per fortuna la brezza ci viene incontro e ci dà sollievo. Non so perché oggi canto sottovoce le armonie che vengono dai miei ricordi più musicali.

Osservo le Suore che sono sul piroscafo e vanno a gruppi sul ponte gaie come rondinelle che il vento porta in terre lontane. Cerco di immaginare il loro cuore di donna sotto il vestito monacale e il palpito della loro anima dietro le linee dolci del viso modellato dalle esercizio della bontà e segnato dalle pieghe della inimicizia a d ogni gioia che non sia spirituale.

Credo che potrebbero confidarmi la loro anima bella perché le comprendo anche quando non parlano. Esse vanno serene contro al sacrificio di tutta la loro vita, e noi giovani e belli?

 

foto-locatelli-00065

diario italia-vol-I-00021

 dall'Italia al Ceylon  pag 21 

M. Rosso 1 - II - 23

 

Giornata calda e umida, ma ventilata alla sera i gabbiani veleggiano senza battere ali con noi incontro al vento. Li osservo e li invidio ogni inflessione delle loro ali ha rispondenza sulle mie invisibili che mutilate mi dolgono ancora e desiderano spiegarsi di nuovo ai venti selvaggi.

Il sole si spegne senza gloria sul pulviscolo d’acqua.

 

 

 

diario italia-vol-I-00022

 dall'Italia al Ceylon  pag 22 

Massaua 2 - II - 23

 

Il cielo si fa lattescente all’orizzonte dove a mezzogiorno appare la costa bassa, sabbiosa della Colonia Eritrea e un velo pesante di nebbia -

Alle 17 entriamo al Porto di Massaua battuto da un forte vento marino minacciante pioggia.

Una folla di abissini, somali e arabi ci stordisce con le strida. I nostri Ascari passeggiano armati e impettiti sul molo. Ho una impressione misera della città che è mezzo demolita dal terremoto.

Ricevo un telegramma dal Commissariato di Aeronautica che mi invita a ritornare per la ricostruzione dell’aviazione Italiana. Rispondo che non posso interrompere ora il mio viaggio e rifiuto ogni incarico. Sono ben felice di non essere a Roma apartecipare alle competizioni di scrittoio!

Di notte scroscia la pioggia - 

Vedo Massaua notturna.

 

foto-locatelli-00045

foto-locatelli-00044

foto-locatelli-00041

diario italia-vol-I-00023

 dall'Italia al Ceylon  pag 23 

Massaua 3 - II - 23

 

Visito ancora Massaua e l’isola di Tabul sede della colonia italiana. Una diga unisce le due isole (perché M. è tutta su isole sulla baia); sopra noi corre una folla variopinta di neri e le rotaie che vanno ad Asmara l’incantevole. Una folla variopinta di neri, abissini sulla --- --- colonie di cammelli e donne abissine magra e dalle vesti a colori scuri, passa ---

Alle 10 il piroscafo lascia quel lembo ultimo di patria nostra e noi siam fuori a salutare l’isoletta in cui verdeggiano le palme e i rampicanti accanto alla casetta bianca del circolo italiano, poi vediamo scomparire tutte le isolette e lontano la linea dell’altopiano che sale fino alla regione delle nubi -

La pioggia e la nebbia ci tolgono improvvisamente la vista.

 

foto-locatelli-00039

foto-locatelli-00040

foto-locatelli-00046

foto-locatelli-00043

 

diario italia-vol-I-00024

 dall'Italia al Ceylon  pag 24 

M. Rosso - Perim. 4 - II - 23

 

Oggi sotto il cielo grigio appaiono all’orizzonte molte isole piccole e grandi disseminate nell’estremo sud del M. Rosso.

Verso sera si profila l’ultima terra d’Africa sul crepuscolo pallido, dorato, e subito dopo la terra d’Arabia e l’isoletta di Perim, fortificata dagli Inglesi per sbarrare il M. Rosso al suo sbocco sul M. Arabico -

La vista di terra, e nella notte dei fari ci da la confidenza del saluto benevole di cuori vigilanti per noi.

 

diario italia-vol-I-00025

diario italia-vol-I-00025bis

 dall'Italia al Ceylon  pag 25 e 25 bis 

Aden 5 - II - 23

 

Quando mi sveglio all'alba il piroscafo è fermo, le voci innumerevoli e discordi degli scaricatori arabi si incrociano. Una subita gioia curiosa mi fa balzare dal letto e salire sul ponte:

L'occhio si stende sull'ampiezza della rada placida come un grande lago circondato da una bassa striscia di terra piana e cinta dietro Aden di paurosi muraglioni nerastri, aridi, bruciati, svasati a cratere. La città stessa è adagiata in un cratere spento, semi demolito, dilaga dietro alture e vallette, e coi suoi accampamenti al di fuori della gran cerchia per adagiarsi in altre insenature e in pianori di sabbia verso il mare dove biancheggiano mucchi di sale. Il paesaggio infernale con l’odore acre di mare e di terre cotte asprigne opprime, nel vento sventolano le bandiere della conquista, aeroplani volano sulle prime ore, ma dietro i carri nerastri --- mi pare di vedere il riverbero della bandiera verde.

 

diario italia-vol-I-00026bis

diario italia-vol-I-00026

 dall'Italia al Ceylon  pag 26 bis e 26 

Aden 5 - II - 23

 

Il sole nascente profila nettamente l’orlo stagliato del dirupo fragile, striato da venature ferrigne e cenerognole e livide di luce e pietre stracotte.

Non un fiore, non un filo d’erba in tanta desolazione.

Scendo a terra nella città ordinata e pulita, confortevole come tutte le città di colonie inglesi. Somali e arabi camminano per le vie ben vestiti con colori che si appropriano alla loro pelle bronzata e all’armonia del loro corpo slanciato aitante. Vado in auto a W lungo il mare dove in due strade si stende il quartiere indigeno di casette piccole e strane tutte eguali come cubetti di un manicomio. Belle donne dalle braccia ben modellate piantano presso le case da un cortile all’altro. Alcune portano cesti sulla testa.

La strada sale dominando la bella baia con qualche isoletta desolata, passa sotto il muraglione tetro su un pendio di detriti e si addentra in un intaglio    

 

diario italia-vol-I-00027

 dall'Italia al Ceylon  pag 27 

Aden 5 - II - 23

 

della cresta donde due sentieri salgono da ambo i lati ai forti annidati in alto dove nidificano gli avvoltoi soli.

La strada discende poi in una depressione che scopre un altro lato di mare e altre montagne e rupi desolate stagliate, dominate da sciami di avvoltoi, dalle --- enormi e pigre.

Qui c’è tutto l’accampamento militare inglese, con le stalle di muli e cammelli sellati, artiglierie e ogni cosa.

Il villaggio Arabo con le botteghe e i bazar i sarti numerosi lavoranti fuori di casa nelle viuzze, nugoli di ragazzi urlanti che vogliono il bashish (mancia).

Ci fermiamo dove un sentiero guida ai serbatoi dell’acqua potabile per Aden

La natura qui è fantastica, enormi paurosi bastioni nerastri, lisci con scanalature tondeggianti incombono sulla conca e le nebbiacce --- che volano, e rifanno nel gioco del vento aggiungono vertigine alla vertigine. Sui --- sono posati enormi avvoltoi bianchi e

 

diario italia-vol-I-00028

 dall'Italia al Ceylon  pag 28 

Aden 5 - II - 23

 

grigi, altri volano sul paesaggio tetro scompaiono nei voli --- di rotta improvvisa poi volano lontano sul villaggio e nella landa in cerca di carogne. Arrivo a un intaglio a valletta nella parete, valletta scavata dall’acqua piovana.

Qui si raccoglie tutta l’acqua che piove sull'immensa parete impenetrabile e scende per gradini e salti e ampi raccogliendosi in vasche rifinite col cemento, con porte e bacini per regolare il flusso. Alla fine un gran cisternone fa da deposito, dopo di che l'acqua viene avviata ai filtri estesissimi di sale e di carbone e infine avviata con tubazioni alla città. Il sistema è ingegnoso e poteva essere suggerito solo in questa Arabia infernale dove talvolta non piove per anni.

Scale, terrazze e ponticelli guidano

 

diario italia-vol-I-00029

 dall'Italia al Ceylon  pag 29 

Aden 5 - II - 23

 

fin dove la valletta diventa inaccessibile con grotte e torri scavate dall’acqua.

Allora dall’ultima terrazza si domina la città W e l’accampamento, e lontano il mare, e a fianco il precipizio nero.

Cosa straordinaria per questo luogopiove a larghe gocciole e vediamo in atto il gran sistema di raccolta delle acque. C’è perfino un ciuffo di verde e qualche fiore tisico in questo posto.

Dei piccoli falchi roteano e stridono un po’ nel cielo e poi scompaiono verso il mare.

Passo una galleria puzzolente dove sfilano colonne di cammelli e mi riporto in un promontorio con accampamenti e caserme militari e di qui filo le 8 miglia fino al villaggio arabo messo sulle sabbie delle lande piane oltre le saline. C’è un campo di aviazione passano cammelli cavalcati da neri --- sulle loro alte selle - Altri cammelli carichi di sacchi  

 

diario italia-vol-I-00030

 dall'Italia al Ceylon  pag 30 

Aden 5 - II - 23

 

Guardie inglesi e indiane con turbante e munite di lancia vigilano le strade.

C’è in tutta Aden una vigilanza di vigilia di guerra.

Il villaggio arabo è caratteristico con le casette, i bazar, i negozi di karaghi all’aperto. Il viale di acacie sementizie e la folla che mi segue con lampi di curiosità nei grandi occhi un po' selvaggi.

Sete e colori splendono sotto il sole implacabile, anelli alle braccia nude delle donne, cappotti lanosi, --- , asinelli somarini una piccola moschea misera di villaggio. Il gran mercato di frutta e verdura --- . Un parco di palme foltissime.

Ritorno a Aden dove si soffoca nel riverbero, visito il quartiere elegante europeo e mi imbarco.

A mezzogiorno il piroscafo parte. Sfila fra due picchi di roccia, l'uno oscuro, l'altro di un'isoletta basso ma frastagliato stranamente. Corriamo così verso l'Oceano Indiano, verso la bella meta. Gabbiani e falchi.   

 

foto-locatelli-00047

foto-locatelli-00050

foto-locatelli-00052

foto-locatelli-00054

foto-locatelli-00055

foto-locatelli-00056

foto-locatelli-00057

foto-locatelli-00058

foto-locatelli-00059

foto-locatelli-00060

foto-locatelli-00061

foto-locatelli-00062

diario italia-vol-I-00031

 dall'Italia al Ceylon  pag 31 

Oceano Indiano 6 - II - 23

 

Il tempo migliora, l'aria è fresca.

Ho davanti a me 9 giorni di piena navigazione e affronto con più calma i miei studi. I gabbiani per poco ancora ci seguono senza che alcuna terra sia in vista. Nella notte passiamo vicini alla Somalia.

Incontriamo piroscafi. Il veloce Inglese diretto all'Australia ci supera alle 3 di notte.

Il mare si agita sotto la sferza del vento e agita il sonno di parecchi passeggeri.

Tutte le sere spio la comparsa delle  Stelle della Croce del Sud: ma  anche stasera nubi nere cavalcano nel cielo illuminato all'orizzonte e le nascondono, lasciando intravedere solo le stelle alte. --- bella fosforescenza verdigna striscia sui fianchi del piroscafo e segna la scia.

 

diario italia-vol-I-00032

 dall'Italia al Ceylon  pag 32 

Oceano Indiano 7 - II - 23

 

È tornato il sereno, ma soffia sempre il vento contrario che agita il mare.

Alle 9 appare lontana l’isola di Sokota con il profilo alto e aereo dei suoi monti brulli. Siamo nell’Oceano Indiano.

Incontriamo ogni tanto piroscafi. Frotte di numerosi delfini che fanno magnifici salti mortali fuor d’acqua. Alcuna folaga segue la nave in pieno mare contro vento, perché sa che il vento lo riporterà a terra.

Sul ponte ci sono arabi vestiti con sete magnifiche che portano a bordo una bella nota stesi sulle loro stuoie. Alle ore stabilite dicono le preghiere rivolti alla Mecca. C’è anche un musulmano dal viso di scimmia barbuta, sempre con le pieghe del riso intorno agli occhi, ha con se la signora che pallida che fuma nel narghilè, e una bellissima bambina dagli occhi vellutati.

Notte di vento.

 

foto-locatelli-00063

foto-locatelli-00066

 

diario italia-vol-I-00033

 dall'Italia al Ceylon  pag 33 

Oceano Indiano 8 - II - 23

 

Mare agitato, il piroscafo rulla fino a stancare. Vado sul ponte di comando per imparare a prendere col sestante la latitudine e longitudine.

 

1) Effemeridi del navigante

R. Ist. Idrograf. R. Marina

 

2) Natali Bishop – Tavole e prontuari

per calcoli di navigazione

Treves e Zanichelli

 

Vediamo di notte una fosforescenza a palloncini il mare fa festa alla Veneziana. Le suore sono con noi a guardare il mare e si parla di nostalgie di stelle.

 

diario italia-vol-I-00034

 dall'Italia al Ceylon  pag 34 

Oceano Indiano 9 - II - 23

 

Mare e mare. Incontriamo in pieno Oceano un'imbarcazione a vela che va sola col vento in poppa condotta da piloti d'istinto semiselvaggi, forse delle isole ......... . E' segno di buon tempo.

Godo un tramonto spettacoloso: una nube a cumuli immensi grava sopra noi, accesa in alto e nerastra sotto.

Questa massa che in breve si estende sul nostro cielo prende un colore rame cupo al primo ossidarsi con pieghe che lasciano trasparire l'incandescenza interiore, e a fiocchi nerastri, vorticosi. Tutto il cerchio dell'orizzonte invece concede tutta la sua luce smeraldina in cui navigano poche nubi rosate d'albicocco. Il mare prima di creta azzurra man mano i colori lividi con le striature luminose delle nubi riflesse, tinte di rosa lontano sono veli diafani, preziosi. Il sole scompare le nubi si spengono e la prua della nave fende il mare livido verso la promessa

ravvolta ora di tenebre.

 

diario italia-vol-I-00035

 dall'Italia al Ceylon  pag 35 

Oceano Indiano 10 - II - 23

 

Oggi il mare è clemente, l'aria calda. Alla sera sto alzato fino all'una per esaminare le nuove stelle -

Vedo per la prima volta in questo viaggio la Croce del Sud e la grande nebulosa di Magellano; Arturo brillantissima; e Giove bianco, dopo tanti mesi che non lo vedevo più. E' per me una gioia ineffabile mie celesti creature e parlar con loro di tempi passati e dei miei sogni futuri. Esse ascoltano come nessun essere umano e sanno illuminare la dolcezza che nasce nell'animo di fronte al grande mistero. C'è lassù una costellazione che è veduta da altre creature che io amo e sono da me tanto lontane!

La polare si declina ogni giorno, ma la grande Orsas’ eleva trionfalmente e la sua ruota la porta in pieno cielo -

 

diario italia-vol-I-00036

 dall'Italia al Ceylon  pag 36 

Oceano Indiano 11 - Febbraio - 23

 

Oggi un pescecane affiora di fianco alla nave con la pinna nera eretta. A sera un bel tramonto senza nubi con una velatura afosa che si tinge di ocra e amaranto con in contrasto lilla al Nord ci delizia 

 

Sembra che il mare e noi con esso siamo inghiottiti dalla luce fendente.

Null'altro che lo studio mi distrae - 

 

Le Japon illustré di F. Challaye Libraire Larousse Paris

 

diario italia-vol-I-00037

 dall'Italia al Ceylon  pag 37 

Oceano Indiano 12 - Febbraio - 23

 

Un bel tramonto litio ci consola della monotonia del giorno. A notte passiamo presso il faro dell'isola di Winicoy.

Un uccello che somiglia l'airone casca sulla nave, stanco (albatro?). Passano le luci di altri piroscafi.

Ho visto passare un capodoglio rivelato dalla fontana d'acqua spruzzata dagli sfiatatoi come un esplosione di shrapnel. 

 

diario italia-vol-I-00038

diario italia-vol-I-00038

 dall'Italia al Ceylon  pag 38 bis e 38 

Oceano Indiano 13 - Febbraio - 23

 

C'è mare morto. Mi par d'essere su uno dei miei laghi lombardi se non fosse lo sconfinato orizzonte. Una brezzolina leggera tocca qua e là la superficie dell'acqua e l'appanna. I pesci volanti partendo tracciano vie precise dritte, e gli anelli del tuffo finale.

Un tramonto di amaranto riempie il cielo e incendia l'acqua fusa. Quando nascono le stelle a sciami nel cielo purissimo i riflessi luminosi striano l'acqua mobili e appena tremolanti. E' una festa di luci tenue nel silenzio della calma notte tropicale -

(Di giorno il solco della nave era senza spuma e s'allargava in onde sinusoidi che vergate dalla brezza formavano capellature turchine) -

Oggi tutto è dolcezza e languore -

 

Cerca

foto-lato-02046