il concetto del giro del mondo 

 

Il giro del mondo è ed è sempre stato un tema affascinante. Oggi siamo tutti viaggiatori virtuali. Quando davvero partiamo siamo chiamati solo ad un mero compito di verifica di ciò che è ampiamente documentato, ricostruito, doppiato, nel nostro quotidiano, dai media vecchi e nuovi, dalla tv a google e non rimane spazio alcuno alla scoperta. Lo si sente bene nei discorsi dei turisti al loro ritorno.

La riproduzione perfetta effettuata dalla tecnologia ha un dettaglio molto maggiore di quella individuabile attraverso "i sensi", dà la sensazione di una conoscenza molto più elevata di quella "tangibile". E l'elemento prevalente di conoscenza e quindi il confronto con la materia esistente sul pianeta, è tutto a suo vantaggio.

Fra l'altro per questa verifica sul campo basta ormai poco tempo, molto meno di quello implicato dai viaggi di scoperta. Restringendo a due percorsi simili, via terra e mare, il giro del mondo di Locatelli durò 236 giorni, quello di una nota compagnia di navigazione, proposto dai tour operator come il viaggio cui non si può rinunciare una volta nella vita, solo 100.

 

In realtà per un giro del mondo abbastanza esauriente spesso basta entrare in una qualsiasi classe della nostra scuola primaria. Mi è capitato di recente durante un incontro di lavoro: fra gli alunni ho potuto contare 9 differenti nazionalità. Un esperienza affascinante nel rettangolo di 60 metri di un aula. E non è proprio il viaggio mentale in poltrona altamente frequentato dalla letteratura. E' esperienza forte, piena di ricchezza e contraddizione.

Certo non troviamo monumenti e meraviglie esotiche, ma in fondo sappiamo che la ricognizione è quasi sempre incentrata sulla esplorazione di una condizione dello spirito, di un diverso modo di concepire la vita, di una cultura altra da noi.  Si dovevano percorrere migliaia di km, ora basta aggirarsi fra i banchi e se era fondamentalmente la sete di conoscenza a muovere i viaggiatori, è una bella notizia pensare che è venuta a noi.

 

Certo, come per ogni viaggio e viaggiatore, la conoscenza bisogna saperla raggiungere, sollecitare, conquistare. Da sempre ogni esploratore, turista, pellegrino dai suoi spostamenti riportava un pezzo, come descrizione, illustrazione, reperto o emblema della nuova conoscenza, consapevolezza raggiunta. Una icona, un oggetto ma anche una reliquia. E se è vero che il viaggiare più autentico avrebbe dovuto interessare una trasformazione dello spirito e non qualcosa di materiale -quello è il viaggio commerciale, di scoperta, di colonizzazione- in fondo tutti o quasi i viaggiatori riportano invece qualcosa di materiale. Simulacro della meta raggiunta. Anche perché il travaglio e la trasformazione subita vanno esibiti non essendo percepibili con immediatezza. Ed è senza dubbio più difficile. Ecco allora la testimonianza, il ricordo, in fondo il trofeo. E in forme diverse questo accomuna e avvicina più di quanto non si pensi viaggiatori e mercanti, esploratori e pellegrini.

 

Al di là delle motivazioni che dalle origini hanno spinto l'uomo ad affrontare la dicotomia fra l'essere stanziale o nomade, a spostarsi con il corpo o con la mente, fra necessità e puro gusto, fra desiderio e fuga e oggi forse ad essere  semplicemente immersi senza porsi domande in un flusso continuo e globale, la materia continua ad essere discussa e celebrata e certo non ha perso in fondo molto del suo fascino. 

 

Proprio per questo cercheremo di approfondirla in particolare riferendoci a quella  concezione del viaggiare che è il "giro del mondo". Cercando di presentare e confrontare questa rotta virtuale che come unica condizione ha il periplo del pianeta partendo e tornando allo stesso punto. Girando a est o a ovest, più raramente a nord o a sud. Magari alla scoperta delle 7 meraviglie del mondo.

Sicuramente la locuzione è altisonante, sa di superiori possibilità di conoscenza, come se il giro in realtà nel tempo non si fosse stereotipato alla tipologia di itinerario che indicava la strada e la possibile verifica dell'altrove già in opera nelle culture.

Proveremo così, durante i mesi del viaggio di Locatelli, ad individuare e riproporre modalità e tendenze all'interno di questo specifico approccio al viaggio nelle diverse epoche e con diversi contributi

 

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